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martedì 5 aprile 2022

cos'è il vocoder?

 il nome vocoder deriva da VOice e CODER, composto da uno strumento capace di fornire ad una sorgente detta modulante le caratteristiche timbriche di un'altra sorgente detta portante o carrier.

Il funzionamento consiste in una sintesi incrociata tra due timbri e, quando uno dei due timbri è la voce umana avremo uno strumento che parla.

La sorgente modulante, nel nostro caso la voce, passa attraverso una serie di filtri passa banda e quindi separata in più canati tanti quanti sono i filtri disponibili, per poi entrare in altrettanti inviluppi chiamati followers che produrranno un segnale di controllo. Il trattamento dell'inviluppo audio non finisce qui ma è piuttosto complesso però in pratica avremo una voce che canterà con il timbro simile allo strumento portante.

L'origine del Vocoder risale alla fine degli anni 30 nei laboratori Bell grazie a Homer Dudley con l'intenzione di applicarlo nelle telecomunicazioni visto che la versione codificata del parlato occupava meno banda nelle trasmissioni telefoniche. Durante le Seconda Guerra Mondiale il Vocoder venne utilizzato nelle comunicazioni militari transoceaniche e solo nel 1948 se ne scoprirono le potenzialità in campo musicale.

Da quel momento in poi l'utilizzo di questo dispositivo ebbe un utilizzo sempre più diffuso.

lunedì 21 ottobre 2019

prime vision smette di funzionare sulla smart TV?

dopo l'installazione e la priva visione di un film, il giorno dopo sulla Smart TV la pressione del pulsante dedicato non portava a nulla. sulla mia TV Samsung non è prevista la disinstallazione delle APP preinstallate di default ma ha funzionato la pulizia della cache del televisore.
è bastato disalimentare totalmente il dispositivo per almento 30 secondi, poi ho premuto tenendolo premuto per almeno 20sec il pulsante di accensione.
al termine di questa procedura il tutto ha ripreso a funzionare regolarmente.

domenica 22 settembre 2019

i tempi passano ed il wifi cresce

ovvero la rete casalinga wifi fa molti passi avanti...
in origine avendo una casa lunga con muri spessi mi trovai costretto ad installare i tradizionali "extender" tra Netgear e Tp-link con alterne fortune, ma quando i dispositivi installati sono aumentati diventando più esigenti ho cominciato ad avere grossi problemi finchè un amico mi ha consigliato questa tipologia di dispositivi


ovvero i Tp-link deco E4 in offerta su Amazon a 109,90€ ovvero mediamente 36€ a pezzo quindi mediamente poco più di quanto avevo speso per ogni singolo repeater del tipo seguente, per intenderci


analizziamo però pro e contro tra le due tipologie.
Il primo adotta la tecnologia mesh ovvero dove tutti i dispositivi svolgono un ruolo paritario e non un ruolo principale del tipo server/client. questo consente una migliore suddivisione del carico, inoltre secondo quanto letto sul sito della Tp-link questi dispositivi scelgono intelligentemente (???) dove indirizzare il segnale per andare ad agganciare uno degli appartenenti alla loro rete calibrando anche la potenza del segnale. il modello deco P7 (nella foto a seguire) al suo interno ha ben 4 antenne!!!

ma la confezione da 3 costa ben (in offerta) 231,19€ e quindi oltre il doppio dei cilindri che ho comprato.
il sistema è scalabile e se ne possono aggiungere fino a 10 nella stessa rete.
la configurazione avviene tramite app. e questa è stata l'unica nota dolente del pacchetto.
infatti ho avuto grosse difficoltà all'installazione ovvero:
- l'app non si agganciava al primo cilindro in modalità configurazione
- ho cambiato cilindro con un altro dal pacchetto dei 3 ma la cosa non è cambiata
- ho installato l'app su un altro cellulare risolvendo in parte ma non del tutto, NERVI A 1000!
- ho disinstallato l'app l'ho reinstallata e la cosa E' ANDATA A BUON FINE ma... mica tanto, forse per colpa mia perchè non vedevo i 2 dispositivi associati al primo ovvero il master (non il server attenzione!)
- cerco di tornare indietro ma richiama sempre il nome che ho dato alla nuova rete (colpa dell'app che ne può gestire diverse).
- dopo molteplici tentativi, resetto i dispositivi, disinstallo l'app e rifaccio ex novo l'installazione.
TUTTO OK!
il vantaggio del mesh è che se vi agganciate ad uno di essi e vi spostate per casa passando dalla zona di copertura un uno all'altro non perderete la connessione ma verrete "rimbalzati" da uno all'altro.
la connessione rispetto ai dispositivi precedenti è molto più stabile e veloce. adesso le cose sono molto più semplici perchè prima per differenziare le rispettive zone di copertura avevo dovuto differenziare il nome dei singoli repeater. un casino enorme!!! adesso unico nome ed unica password.

lunedì 27 maggio 2019

The Division 2 due mesi dopo.

Il 15 marzo usciva TD2 in via definitiva ed iniziava la nuova avventura.
A distanza di due mesi ritengo si possa fare un reale punto della situazione su questa nuova versione proposta dalla Ubi.
Personalmente mi ritengo abbastanza soddisfatto per svariati motivi.
- Il gioco ha inserito delle novità per cui posso dire che è una scopiazzatura del precedente.
da questo sono scaturite alcune cose:
1) E' stato totalmente rivisto il meccanismo delle build.
pro: l'assemblaggio è molto più dimanico. ritengo sia più difficoltoso creare build carta carbone. L'inserimento di talenti ed attributi modificabili per categorie, uno a volta e non due come i vecchi classificati limita la libertà di movimento.
Inoltre vengono a mancare le vecchie build interamente dedicate di TD1 che presentavano caratteristiche ben delineate. Il Reclaimer era reclaimer e basta. Curava, e se ben fatto curava alla grande e sgravava l'intera squadra di questa incombenza. Stazione di cura ben posizionata e cure ben sparate permettevano di osare ben oltre quanto fosse permesso in mancanza di questo personaggio.
Unica cosa da fare era solo quella di raccogliere i 5 o 6 pezzi a secondo delle filosofie di Reclaimer da perseguire.
pro-contro: hanno inserito tanti, forse troppi Brand. Così è vero c'è tanta scelta, ma forse anche tanta confusione? (IMHO)
2) Rivisto il matchmacking.
pro: adesso l'approccio alla facility è molto più user friendly ed organico. Puoi scegliere se dedicarti alle missioni della storia, alle taglie o all'esplorazione libera. Riguardo alle singole missioni puoi scegliere il livello e quindi lanciarlo. Esiste poi un menu rapido di accesso alle taglie, alle missioni ed altro. Basta prenderci la mano.
contro: Manca la lista di scelta rapida delle missioni disponibili, ma devi trovarle sulla mappa. Ritengo sia comodo avere sott'occhio un elenco rapido delle operazioni disponibili, avamposti inclusi, dal quale poter attingere.
3) Inserito il meccanismo dei Clan.
pro: Indubbiamente un meccanismo di rafforzamento socializzazione ed incentivazione al gioco (leggi casse premio)
contro: Mi consta si siano smembrati vecchi gruppi causa l'appartenenza a Clan diversi. "nono io gioco solo con i membri del mio clan...", bah cose che capitano. Le vere amicizie sono Immarcescibili.
4) Della ZN non ne posso parlare con cognizione di causa non avendovi preso parte con la dovuta assiduità. Mi è piaciuto però il fatto che non tutto ciò che droppi devi estrarlo e che l'estrazione stessa è molto più veloce.
5) Hanno diminuito il numero dei venditori, e questo sinceramente mi dispiace. Prima la possibilità di poter attingere a questa inesauribile fonte era un piacere, anche se buona parte del venduto era in pratica inutile trattandosi di alta gamma.
considerazioni in pillole
Pare debbano accorciare i tempi di spostamento veloce, e ben venga questa modifica, simulacro di un ipotetico trasferimento.
Potrebbero aumentare il numero delle build memorizzabili visto che per ovviare a questo inconveniente mi sono dovuto sobbarcare l'incombenza della creazione del secondo personaggio.
Mi è subito piaciuto il rifornimento di munizioni automatico nei rifugi e in prossimità delle casse quando qualcuno l'apre prima di te.
I MOB più stronzi, ovvero con una intelligenza superiore, ci stanno tutti. Adesso ti circondano e questo rende il gioco più realistico.
ci sarebbero tante altre cose da dire, ma andrei contro il mio stile, ovvero l'essere stringato.

mercoledì 31 ottobre 2018

voglia di viaggiare, si ma per dove?

sono uno strenuo sostenitore dell'auto-organizzazione di escursioni.
prima a piedi adesso in moto.
a mio avviso i segreti di un'escursione ben riuscita sono due, o andare alla ventura ovvero partire senza sapere dove realmente si va, ma questo comporta qualche rischio logistico, o pianificare con attenzione l'itinerario.
nel secondo caso, il sistema più pratico, specialmente se si guida è quello di affidarsi al GPS.
per praticità suddivido questi strumenti in due macrocategorie, quelli tipo APP sul cellulare, che non hanno nulla da invidiare ai modelli più blasonati, ma che generalmente sono più delicati e i modelli da escursione, decisamente più professionali.
per lo scooter ho comprato un supporto universale che consente con 2 accessori di supportare i miei due dispositivi GPS, ovvero il cellulare ed il Garmin.
finchè il tempo è clemente, ed il mio amato cellulare può stare all'aperto allora utilizzerò per la navigazione l'itinerario creato con Google Maps.
dopo aver creato l'itinerario cliccherò sul pulsante


con la freccetta sul telefonino e si aprirà un popup dove proporrà una lista di dispositivi noti a Google, una email o un SMS.
sarà nostra cura selezionare il sistema di invio di nostro gradimento.
qualora si prevederre una giornata piovosa si opterà per un GPS più professionale ovvero uno almeno IPX3 ovvero impermeabile. Il mio è IPX7 quindi immergibile fino ad 1 metro di profondità per 30 min per cui hai voglia!!!
ahimè questi dispositivi desiderano un formato diverso ovvero .gpx o .gpz, per cui il sistema più pratico per ottenere l'itinerario in questo formato sarà ricrearlo e salvarlo così.
a tal proposito passiamo a My Maps (sempre di Google).
l'uso è intuitivo, per cui facile sarà la creazione dell'itinerario.
al termine cliccare sui 3 puntini verticali in alto a dx nel menu dell'editor


e nel popup che appare selezionare il formato KML, KMZ


gradito ai Garmin.
riguardo alla procedura per il passaggio sul GPS, beh se ne possedete uno dovreste sapere come si fa... monelli!!! LOL


venerdì 6 luglio 2018

e se volessimo collegare il cellulare alla TV?

il collegamento del cellulare alla TV è ormai cosa di tutti i giorni, specialmente se si vuole fare in modalità wireless.
io, come tanti altri, posseggo un Samsung, e sfogliando un tutorial ho letto che bisognava "tappare" sull'icona screen mirroring delle impostazioni rapide. ecco a seguire l'icona in questione

scusate se è sgranata ma è uno screen shot.

bene, di questa immagine sul mio cellulare neanche l'ombra... insomma è scattata un'operazione problem resolving che, dopo un'oretta mi ha spinto a fanculizzare il problema.
"domani se ne parla" ho pensato.

così l'indomani con google in pugno ho ripreso la problematica dove ribadivano il concetto dell'icona in questione.
questa volta però a differenza del giorno precedente ho scoperto che nella schermata delle impostazioni rapide in basso c'erano 2 pallini, a significare che le pagine erano ben 2!!!


proprio sopra la barra rossa...
e così strisciando sopra lo schermo ho cambiato la pagina trovando l'icona smarrita.
parafrasando Shakespeare, "Molto rumore per nulla".

martedì 24 aprile 2018

Nacon Revolution ovvero Controller PS4 Professionale

Dopo aver sentito tessere le loti di questo gadget per PS4 da un mio amico ho deciso di cedere e l'ho comprato.

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Ma in effetti, di cosa si tratta?
Siamo in presenza di un dispositivo COMPLETAMENTE  customizzabile partendo dall'impostazione della tenuta in mano alla risposta dei comandi.
Quest'ultima si effettua tramite software su PC.

La personalizzazione fisica si attua tramite dei pesi che si inseriscono nelle impugnature attraverso degli alloggiamenti ai quali si accede svitando dei tappetti con una chiavetta in dotazione.
E' anche possibile impostare una diversa vibrazione sulle due impugnature in intensità.

La risposta degli Analogici è totalmente regolabile a partire dalla zona morta d'intervento così da poter gestire il tempo di risposta.
La stessa curva di risposta è completamente gestibile.

Chi però non si sentisse all'altezza potrà sempre scaricare dal sito Nacon dei profili preconfigurati per i giochi ad hoc.

Questo controller ha ben 4 profili preconfigurabili, alternabili tramite un pulsantino sulla parte posteriore.

Sempre sulla parte posteriore ha 4 pulsnti ai quali è possibile assegnare sia macro che qualsiasi altra funzione come ad esempio nel caso di The Division il lancio della granata o lo spararsi un medikit.

Però la cosa che pone questo dispositivo una spanna sopra quello in dotazione alla PS4 è il fatto che, avendo un collegamento via cavo (lungo 3 metri) non soffre della latenza del collegamento bluetooth e quindi ha una risposta IMMEDIATA ed ISTANTANEA.

Certo la diversa collocazione e conformazione dei pulsanti necessita un minimo periodo di rodaggio, ma poi la soddisfazione è garantita.

martedì 20 giugno 2017

The Division: Quanta acqua sotto i ponti!

Di tempo ne è passato dai primi post e di cose ne sono cambiate.
Mi sembra doveroso fare adesso dei distinguo visto che, rileggendo ciò che ho scritto, molte cose non le condivido più.
Le armi
Ritengo non esista più l'arma migliore in assoluto, ma quella con i talenti migliori con la quale ci si trova meglio.
Nel caso dei fucili di precisione l'M44 Classico resta un must però con le limitazioni di non poter montare Mod come ad esempio il caricatore maggiorato, restando così con solo 5 colpi, o tutte quelle che hanno come caratteristica Danni colpo critico.
Personalmente continuo ad usare M700 Carbonio per il danno o Historian per il rateo di fuoco ed il talento.
La Build
Non esiste più LA Build ma LE Build.
Al momento ho messo su oltre ad una dignitosissima Deadeye, anche un'Alta Gamma, una Firecrest, un D3-FNC, un Reclaimer, un Tattico ed una ibrida Predatore Banshee 50/50% 2+2 pezzi con 2 alta gamma.
Posso dire di poter coprire una vastissima gamma di situazioni se non tutte quelle che si possono presentare in PVE.
PVP
Nel PVP il problema ritengo sia mio e non dell'attrezzatura. L'approccio al gioco è totalmente diverso in quando totalmente avulso a schemi predefiniti, per cui devo prima togliere le cattive abitudini prese nel PVE e poi cercare di raccogliere frutti in ZN.
Infatti, ripetendo sempre le stesse missioni in PVE, si assimilano i meccanismi del match, prevedendo anche con ampio margine le mosse degli avversari. Questo altre a darti un vantaggio di ordine pratico te ne da uno grandissimo in morale.
In ZN le cose accadono così come arrivano di volta in volta ed a questo bisogna farci il callo.

Riguardo alla costituzione di questa o quella Build, vi rimando alla documentazione online, così come ho fatto io.
E' inoltre utilissimo confrontarsi con chi già le usa, per delle dritte di prima mano. Tra l'altro bisogna sempre fare i conti con quello che si riesce a droppare.
Personalmente ho sempre preferito mettere prima in piedi la Build con quello che trovavo, anche se pessima, e poi migliorarla man mano che andavo trovando pezzi sempre migliori.
enjoy

giovedì 16 febbraio 2017

cambiare l'icona identificativa della vostra periferica USB

desiderate dare un tocco esotico alla vostra chiavetta o al vostro hard disk USB quando vengono inseriti nel vostro PC?
generalmente Windows associa ad essi un'icona di default che alla lunga potrebbe stancarvi.
ecco allora come far si che ogni periferica USB abbia la sua.

iniziate con una ricerca su Google, cercando l'icona che più vi aggrada. l'importante è che l'estensione del file che andrete a scaricare sia .ico
se così non fosse, se cioè l'immagine a voi gradita fosse un jpg, potrete appoggiarvi ad un qualsiasi decente programma di grafica, caricare l'immagine e salvarla come .ico
questa immagine andrà salvata sulla root della periferica in questione.
sempre sulla root andrà editato e salvato il seguente file
autorun.inf
al cui interno ci saranno queste 3 righe
[AutoRun]      
icon=nome_img.ico      

label=nome_periferica
nome_img.ico sarà il nome del file dell'icona che avremo scelto per rappresentare la nostra periferica
nome_periferica sarà il nome che il sistema associerà alla periferica una volta riconosciuta e caricata.

venerdì 10 febbraio 2017

The Division by Ubisoft

Desclaimer: The Division è un gioco che richiede grande conoscenza e preparazione per quanto riguarda la configurazione dei parametri. Sono queste cose che io, vado mano mano acquisendo, pur essendo un processo molto lento e complesso. Per questo, ci tengo a puntualizzare che NON SEMPRE quanto io dirò risponderà ad esatta verità, ma pur non essendo per contro neanche totalmente sbagliato (spero) sarà invece all'insegna della condivisione, un'espressione di condivisione.

Finalmente ho fatto il grande passo!




Annunciato nel 2013 e pubblicato nel 2016 disponibile, nel caso di Sony solo per PS4, ha subito solleticato la mia curiosità e dopo aver visto i primi trailer online ho subito detto: "devo averlo!"






per fare ciò sono dovuto passare sotto diverse forche caudine prima tra tutte l'acquisto della PS4...
la spesa del gioco è stata relativa visto che dopo quasi un anno, da GameStop già si trovava usato, ma è stato tassativo pagare l'abbonamento all'accesso ai server (49,99€ per 12 mesi), insomma un salasso continuo!
fortunatamente ho potuto approfittare dei 14 giorni free associati all'acquisto della PS4.
Lo dico ora che finalmente sono riuscito a metterci le mani sopra, e cioè che riesco a giocarci come e quando voglio, è un gran gioco, ma i problemi iniziali non sono stati normali.
i codici d'errore bravo e delta si sono sprecati!!!!
in pratica si esprimevano in disconnessioni dal server (quindi fine gioco) a spron battuto sul più bello della partita prima che riuscissi a fare almeno 5 minuti di gioco...
sul forum ufficiale consigliavano l'apertura di diverse porte sul router, ma alla fine ho risolto installando un range extender a metà strada tra il router e la PS4 fornendole un segnale WIFI decisamente più corposo.
inoltre andando ad approfondire le problematiche sui server di The Division ho riscontrato che addirittura c'era gente disposta a metterci l'avvocato visti i disservizi che aveva dovuto subire.
comunque, personalmente, dopo aver installato l'aggeggino (ne parlo QUI e QUI) ho risolto tutti i miei problemi, e, a parte una leggera attesa per l'inizio connessione, poi tutto diventa un treno.
il trucco che uso è, appena accendo testare la connessione ai server finchè non ha esito positivo.

torniamo al gioco.

definirlo uno sparatutto è DECISAMENTE LIMITATIVO.
da quando ho iniziato non faccio altro che divorare tutorial ed osservare video su youtube per carpire informazioni.

ecco qui un manuale ed eccone un altro in pratica sovrapponibili.

come ho detto qui sopra non si tratta semplicemente di sparare, ma anche di personalizzare/migliorare il vostro personaggio, customizzando il suo equipaggiamento, partendo dal vestiario, passando dagli accessori e finendo alle armi.

quello che non trovate/comprate, potrete costruirlo comprando/trovando i progetti. inoltre avrete delle capacità che caratterizzeranno il vostro personaggio. queste potranno essere bilanciate tra loro aumentando ulteriormente la personalizzazione dell'agente che impersonerete.

non finisce qui, perchè è tutto un mondo :)

all'inizio, vi consiglio di vagabondare nelle zone battute da delinquenti del vostro livello (valore che vi verrà mostrato) così che gli scontri a fuoco saranno piuttosto equilibrati, altrimenti rischierete di incappare in personaggi 4 o 5 livelli (almeno) più alti, che vi faranno neri!!!
usate questo stesso metro nella scelta delle missioni, così avrete buone chances di terminarle così da poter riscuotere il premio.

salendo di livello, ritengo converrà aggregarsi ad altri giocatori, così da avere un valido supporto.
questo perchè gli agenti forniti dall'intelligenza artificiale mi sono sembrati, almeno fino ad ora, piuttosto fiacchetti ed inconcludenti.
tra l'altro questo gioco è nato per essere giocato in comunità.
recentemente sono riuscito a giocare una missione con tre ragazzi inglesi piuttosto disinvolti e mi sono accorto che è molto meglio così anzichè in solitaria, visto che si riesce a mettere in pratica una reale suddivisione di carico oltre ad una effettiva strategia tattica (musica per le orecchie di chi vuole andare ben oltre il mira-e-spara).
a seguire un video molto più esaustivo sulle meccaniche del gioco


insomma buon divertimento!

martedì 8 novembre 2016

nuovi itinerari sul vostro Garmin da trekking

da anni sono il felice possessore di un Garmin 62s comprato per l'escursionismo.
essendo sia cartografico che IPX7 (e quindi decisamente insensibile alla pioggia) l'ho patchato per renderlo stradale caricandogli le mappe gentilmente messe a disposizione da openstreetmap così che, quando mi sposto con lo scooter l'aggancio con il moschettone posteriore al braccio di uno dei due specchietti retrovisori e vado tranquillo.
per gli itinerari però, e la loro pianificazione, cercando una massima semplificazione mi sono così orientato.
come programma ho optato per Google Maps in quanto gratuito, aggiornatissimo e, quasi onnipresente (basta scegliere il browser in questione).
possedendo quindi l'account Google, sarà possibile avere l'opzione My Maps.
ci si arriva aprendo Google Maps, cliccando poi sui tre trattini in alto a sinistra


cliccare su "i tuoi luoghi"


cliccare quindi sul pulsante "mappe"



adesso sulla scritta in fondo "crea mappa". apparirà la seguente finestra.


da qui inizierete il cammino per la creazione del vostro itinerario.
nel momento in cui la mappa è creata ed aperta, cliccando sul menu in alto a sinistra.

selezionale la voce "esporta in KML". per ottenere il KMZ, ho operato così, da

intera mappa cliccandoci sopra ho selezionando la voce "indicazioni stradali da...".

ovviamente, l'esportazione via cavetto USB ritengo sia cosa a voi già nota.





mercoledì 4 maggio 2016

VI (vu ai) questo misterioso

premetto da subito che siamo in puro ambito informatico.

Quando in ambiente Unix o Sun OS innanzi tutto e Linux secondariamente, si deve editare un file testo, l'editor storico e sempre presente ovvero sistematicamente installato in ogni macchina dei sistemi operativi qui sopra menzionati è il solito/classico/odiato/amato/ostico/bastachetelostudi "vi".
MAI però chiamarlo vi-i ma sempre "vu-ai" e cioè all'inglese :)
rischiereste di sentirvi dire "VI COSA??????"
parliamo dell'antesignano per eccellenza degli editor di testo, tant'è che NON è grafico e che definirlo ostico è a dir poco un eufemismo.
Ovviamente mi riferisco ai neofiti, perchè un sysadmin di rispetto deve padroneggiare VI in quanto la modifica di un file di configurazione ma anche del crontab è sempre dietro l'angolo.
Imparare VI non è nulla di così astruso o impossibile, anzi oserei dire che per assurdo Microsoft Word è nella sua vastità molto più complesso.
ecco qui due link a due guide per apprendere VI
un breve manuale VI dove si trova l'essenziale per le operazoni più elementari ed un manuale avanzato di VI dove le azioni di modifica sono più complesse.
Considerate sempre che si tratta di modificare file testo con all'interno comandi, direttive o regole.
Ma per testare le cognizioni acquisite?
Esistono dei software di emulazione scaricabili ed installabili o una più comoda shell on-line disponibile all'indirizzo
http://www.askvg.com/pc-emulator-test-and-learn-linux-commands-in-web-browser/ .
Basta cliccare sulla scritta in fondo
Start Testing Linux Commands in Web Browser per essere catapultati nell'emulazione di una shell Linux che tra l'altro risponde a buona parte dei comandi proprietari.
Basterà a questo punto lanciare VI aprendo un file di prova che chiameremo per esempio prova ed il gioco inizierà
/var/root # vi prova

venerdì 18 marzo 2016

NAS NAS NAS...

Imperversano sempre di più, e le tasche delle persone subiscono assalti sempre più spavaldi da parte delle case che producono questi oscuri oggetti del desiderio.
Ovviamente, essendo io informatico la faccio facile, ma la carta da 50 euro ai giorni d'oggi pesa a tutti e quindi vorrei proporvi un cammino di autoproduzione di NAS.
A dire il vero è il secondo articolo che produco, ma questo vorrebbe essere più pratico ed anche più stiloso.

Se il tipino medio si rivolgesse ad mega venditore globale Amazon rivolgendogli la semplice domanda NAS, se provvisto di almeno 2 neuroni di buona qualità dovrebbe subito andare in crisi :)
Infatti troviamo subito proposte a due e quattro dischi (tralasciamo a priori le configurazioni con più di quattro dischi per non andare incontro a salassi da paura) con prezzi che fanno a cazzotti.
2 dischi da 98€ o da 230€ e qui il vero neofita se ragionante comincia a porsi delle domande...
investirne 230 o rischiare di rimettercene 98? ma siamo sicuri che quello da 98 fa proprio schifo? e via così a seghe mentali per tutti i gusti.
resta il fatto che per un NAS d'alta fascia si va oltre i 200 e, considerando che a mio avviso per avere una configurazione decente i dischi dovrebbero essere almeno 4 ci si localizza attorno ai 350€ proprio quanto, guarda caso costerebbe un PC custom made, anzi forse qualcosa di meno.
Al contempo cercheremo qualcosa che consumi il meno possibile.
Punteremo ad una scheda madre con CPU a bordo come ad esempio una ASRock Q1900-ITX 



che si trova al momento della scrittura di questo articolo ad 82€, un case Cooler Master Elite 110 per 52,90€ 






ed un Kit Memoria RAM da 4 GB Corsair Value Select CAS9 SoDDR3-1333 per 24,99€.
Il case ha 4 slot per i dischi che riempiremo con 4 dischi da 1T del tipo WD WD10EZEX Blu HD Desktop, 7200 RPM, SATA 6 GB/s Cache, da 3,5'' 1TB al costo di 51,28€

in totale avremo:
scheda madre 82€


case 52,90€

RAM 24,99€

HD 205€
totale 365,01€

quindi piuttosto allineato ad uno dei NAS a 4 dischi, ma con i dischi!

riguardo all'applicativo, FreeNas è un software gratuito al quale non manca nulla. Ovviamente i 4 dischi da 1 Tera andranno organizzati per avere una memoria da 2 Tera ridondata per una maggiore sicurezza.

Buon divertimento.





lunedì 22 febbraio 2016

assembliamoci un PC o un NAS in casa

Possedere un PC performante è necessariamente una strada che porta direttamente al nostro portafoglio.
Vediamo allora come fare se riusciamo ad avere capra (PC veloce) e cavoli (spendendo poco).
Per il fornitore dell'Hardware mi sono rivolto ad Amazon per il semplice fatto che in primis ho avuto la possibilità di avere accesso al costo reale da subito, poi ci sono i pareri di chi ha già testato il prodotto, che non guastano, infine essendo un prime socio e non pagando spese di spedizione per diversi prodotti, il cerchio si chiude.
Sono partito dalla CPU e dai suoi Benchmark. I benchmark, molto in soldoni (per chi non lo sapesse) sono le prestazioni delle CPU confrontate tra i vari modelli. Nel sito linkato ci sono anche i prezzi (in linea di massima) e quindi si può scegliere la CPU in base alle prestazioni ed in base al costo.
Mi ha subito colpito la AMD Athlon X4 860K Quad Core che cercata su Amazon dovrebbe essere proprio lei. Metto il condizionale perchè il sito dei Benchmark è USA.
la CPU è venduta (al momento della scrittura dell'articolo 22 feb 2016) a 80,86€ s.s. gratuite.
Una scheda madre che coniuga prestazioni e prezzo e che si potrebbe sposare bene a questa CPU, facendo una ricerca sulla rete potrebbe essere la ASRock SoFM2 FM2A88M Extreme4 in vendita a 70,34 s.s gratuite.
Come RAM ho optato per l'ottima Corsair CMZ8GX3M2A1600C9 venduta in due stecche da 4 Giga a 48,99 con Prime.
Leggendo su pareri e recensioni, molti hanno consigliato ventole palestrate, assicurando che la spesa si sarebbe ripagata in prestazioni, stabilità o qualora qualcuno avesse voluto overlcolccare la CPU. Così ecco una bellissima ARTIC Freezer 7 Pro Rev. 2 a 21,89€ con Prime.
Un case liscio liscio senza pretese con alimentatore da 500W incluso lo si trova a 32,94€ consegna inclusa.
Un Vultec Case Atx GS-1686 è proprio il minimo, ma se volete farvi un NAS allora dovrete prendere qualcosa di più grosso, oppure accontentarvi dei 3 slot che offre il Vultec in questione e vedere cosa riuscite a ficcarci dentro in più.
il totale è di ben:
CPU           80,86€
Sk.Madre   70.99€
RAM         48,99€
Ventola      21,89€
Case           32,94€
TOTALE  255,67€  che vi assicuro non è poi così tanto

giovedì 18 febbraio 2016

coltellino svizzero informatico

chi si trova a viaggiare o comunque a muoversi, sia per diletto che per lavoro ed, al contempo, avere la necessità di una connessione stabile ad internet questo aggeggino potrebbe tornare decisamente utile.
la d-link lo definisce un router da viaggio, ed effettivamente date le dimensioni, trova decisamente spazio non solo in valigia, ma anche nel borsello.



Al momento di questa scrittura lo si trova su Amazon a poco meno di 27€ con l'offerta prime, e così abbiamo subito tolto la curiosità dei venali :)
Ma cosa promette questo aggeggino?
Ne avevo già dato qualche anticipazione qui comunque:
Secondo le istruzioni offre:
Router, Access point, Repeater, Hot spot, Carica utenze tramite l'uscita USB e, last but not least Clouding.
Ecco qui un'immagine decisamente più esplicativa.


In pratica il dispositivo esiste, il manuale pdf solo in inglese è di ben 181 pagine ma, sul come accedere la prima volta è alquanto lacunoso. Personalmente mi sono comportato come segue.
Anzichè tentare la strada del primo collegamento via WiFi mi sono affidato al caro vecchio cavetto ethernet.
Ovviamente non avendo la minima idea dell'indirizzo a cui puntare ho utilizzato un port scanner (programmi altamente disprezzati visto che sono cosa da hacker) e gli ho impostato come scansione la classe C 192.168.0.x e poi la 192.168.1.x
Qui non si scappa, in questa fascia di indirizzi la macchina deve rispondere per forza, anzi, risponderanno in due, il vostro PC ed il 505, ma del vostro PC l'indirizzo vi sarà noto, quindi per esclusione...
Vi consiglio di assegnare al vostro PC un indirizzo astruso come ad es. il 192.168.X.152 per entrambe le classi perchè generalmente, anzi, per convenzione, si assegnano a questi dispositivi indirizzi che terminano con numeri bassi, o meglio con l'uno (1).
Basterà infine aprire il browser e scrivere come URL (indirizzo asinacci! cosa pensavate che significasse!!!!) quello ricavato ed arrivare alla pagina di login del Routerino.
Qui, di default basterà accettare come userid quella proposta e NON inserire la password. Si entrerà nei menu di configurazione dove, come prima cosa sarebbe giusto impostare la password.
Proviamo adesso ad usarlo per una funzione molto richiesta, quella di Repeater.
Posizioniamo l'interruttore a slitta posto nella parte superiore del guscio in corrispondenza della scritta Repeater.

 

Entriamo in configurazione nella modalità che consiglio e che è la più diretta, e cioè cavetto ethernet puntando all'indirizzo ip che abbiamo assegnato al dispositivo nella prima configurazione.
Selezionando la relativa opzione optiamo per il wizard.
Nel mio caso avevo sotto mano una rete aperta, cioè con accesso senza password, così dopo averla rilevata dopo la scansione (l'ho riconosciuta dal nome) l'ho selezionata. Mi è stato chiesto se intendevo usare il nome uguale del router il cui segnale stavo ampliando o se volevo ribattezzare la connessione.
Per non creare confusione ho ribattezzato la nuova connessione con il nome originale preceduto da un prefisso, poi mi è stato chiesto se volevo impostare una password per l'utilizzo del dispositivo, ed io da bravo egoista ne ho impostata una. Le procedure di affiliazione al server WiFi e fine configurazione sono state brevissime mentre il 505 si è preso quasi 60 secondi per aggiornarsi la configurazione.
Dopo di che era pronto all'uso. Infatti alla prima scansione delle reti era presente con la differenza che al tentativo di accesso mi veniva chiesta la password. Tra le tante opzioni è anche possibile diminuire l'intensità del segnale che di default è impostato al 100%.
Per le altre impostazione vi auguro un buon smanettamento ed un buon divertimento.

venerdì 18 settembre 2015

una agenda su android

il mio telefono ha di default una pessima agenda, e quando dico pessima la sto trattando ancora bene.
il mio è un caso particolare perchè uso un cellulare aziendale che si collega al server microsoft.exchange dell'ufficio scaricando non solo la posta, ma anche la rubrica telefonica, gli appuntamenti, le email e tutto quello che si viene a trovare nel calendario di outlook.
insomma alla fine mi ritrovo ad avere un applicativo agenda piuttosto carico...
gira che ti rigira, prova che ti riprova, alla fine ho trovato un app free che si chiama acalendar.
oltre a sincronizzare tutto ciò che mi serve, ed in modalità chiara e facilmente personalizzabile (io preferisco la modalità mensile) ha, ad esempio, la pratica funzione ricorda i compleanni andando se lo specifici, a recuperare se lo desideri la persona (foto inclusa) dalla rubrica telefonica. mi pare faccia anche il calcolo dell'età, ma mi si chiede di addentrarmi troppo nelle funzioni, cosa che personalmente aborro.
mentre cercavo di passare da un mese all'altro ecco cosa ho scoperto

tappando su un punto a caso basta andare in su o in giù per cambiare mese, ma posizionandoci su di un giorno in particolare, tappando a destra si passa alla visualizzazione giornaliera con le ore dalle 6 alle 21; per tornare indietro basta tappare a sinistra.
sempre tappando sul giorno, tappando a sinistra si passa alla visualizzazione settimanale, tappare a destra per tornare indietro.
insomma a mio avviso è semplicemente magico.
non oso pensare cosa faccia la versione a pagamento!

mercoledì 12 agosto 2015

costruiamoci un NAS in casa

in questo post parleremo di storage altresì detto immagazzinamento dati su hard disk.
ovviamente tratteremo uno storage sicuro in riferimento alla perdita di dati.

il dispositivo migliore per memorizzare i nostri dati sensibili, foto, film documenti che siano è il NAS e cioè Network Attached Storage.

In pratica è una Pila di Hard Disk opportunamente montata e configurata raggiungibile da nostro PC via rete.

Qualcuno già "imparato" potrebbe obiettare che esiste già il clouding dove è possibile appunto sfruttare la funzione di storage, ma io sinceramente non sono proclivo ad avere esclusivo accesso ai miei dati esclusivamente via rete. Mancasse la connessione per un qualsiasi motivo mi ritroverei con il sederino per terra e questo sinceramente non mi va :)

Tornando al NAS, parlando ai meno esperti, è una memoria di massa con particolari caratteristiche, quali, ad esempio la configurazione RAID che consente la duplicazione esatta dei dati su più hard disk così che, se se ne guastasse uno ne avremmo garantita una copia speculare su di un'altro.

L'acquisto di un NAS bello e pronto ha, ovviamente un costo che parte dai 2 dischi che su Amazon si aggira sui modelli più economici di circa 120€, ricordandoci però del detto "per quello che spendi mangi".

Se invece desiderassimo cucircene uno addosso potremmo tranquillamente adibire a questa funzione un pc in disuso o, assemblarne uno ad hoc.
Recentemente ho stilato un preventivo per una macchina assemblata piuttosto performante il cui costo si aggirava tra CPU, scheda madre ed 8G di RAM sui 200€ , quindi, abbassando le prestazioni della CPU giga di RAM e mettendoci dentro costi di cabinet e dischi dovremmo aggirarci sulla stessa somma.
Ed i dischi?
Beh quello dipende dalle vostre esigenze.
Considerate che un disco SATA  3,5' da 1T si aggira attorno ai 60€ mentre (se cercate prestazioni elevate) uno allo stato solido per il sistema operativo da 120G lo trovate a circa 57€.

Ecco un sito che spiega come costruirci un NAS in casa con tanto di video in italiano da 38 minuti.

venerdì 10 aprile 2015

chiavette a prova di bomba

sul perchè possa essere necessario avere una chiavetta rugged è un discorso che potremmo fare, ma temo non la si finisca più;
basti dire che qualora ci sia la necessità di proteggere dati da urti, polvere, spruzzi d'acqua o, addirittura fino a 200 metri, ecco che una normale chiavetta USB non andrà più bene.

se prima era un grosso problema reperire simili prodotti ed allora si ovviava inserendo la nostra migliore chiavetta in un contenitore antiurto con funzioni protettive ecco che oggi il mercato ci offre diverse soluzioni/prodotti provenienti da diversi brand.

il marchio che ci offre la scelta più vasta, sia come modelli che come pezzature di memoria è la Corsair.

abbiamo 5 tipologie di chiavi che partono da una 2.0 mediamente protetta, passare per una 3.0 ben protetta e finire ad un modello con specifiche militari 3.0

Flash Voyager 2.0  Flash Voyager 3.0  Flash Voyager GT Flash Survivor Flash Survivor Stealth

la pezzatura parte da 8/16GB per il modello meno performante per arrivare a 16/256GB per il modello più aggressivo (quello nero).
Nei due modelli cilindrici in alluminio aereonautico la chiavetta vera e propria è alloggiata all'interno
dove poi viene chiusa a vite con l'ausilio di un o-ring che ne garantisce la tenuta fino a 200 metri.
Un inconveniente riscontrato usandole (specialmente le prime tre) è dato dal rivestimento gommoso piuttosto voluminoso che ne rende impossibile l'inserimento in alloggiamenti limitrofi assieme ad altre chiavi anche se tradizionali.

Un'altra proposta proviene dalla LaCie.

Qui i modelli sono solo due:

protetta da cadute fino a 100 metri, resistente all'acqua (IP-54) e a temperature estreme.
E' una USB 3.0 e si trova in tagli da 16/64GB.
e la XtremKey

dove l'immagine parla da sola, con l'aggiunta che è certificata IP-68 livello 8 e che è USB 3.0

Ultimo marchio è la Transcend

Qui siamo in presenza di un prodotto rispetto ai precedenti meno blindato ma non per questo meno appetibile, la JetFlash®810.

Infatti soddisfa gli standard dei drop-test delle forze armate degli Stati Uniti. Come le altre è USB 3.0 con tagli 8/128GB.

giovedì 2 aprile 2015

aumentare la copertura del nostro segnale wifi

Può capitare di avere bisogno di ampliare la copertura del nostro segnale wifi, attenendoci sempre alle norme di legge.
Per evitare di avere, a tutto inizio lo sbarramento dei muri di casa e trovandomi comunque in campagna, pensavo di attuare una soluzione attivabile al bisogno con irrorazione del segnale a pioggia.

Come trasmettitore utilizzerei l'ultra collaudato Netgear WP3000RP che Amazon al momento della scrittura di questo articolo propone alla ridicola somma di 23,75€



L'aggancio di questo dispositivo alla nostra rete avviene via wifi o via ethernet. Nel nostro caso cercheremo di farlo funzionare via wifi.

Il ripetitore andrà posizionato sul tetto (nel mio caso) o su un balcone (altro eventuale caso), purchè riesca a coprire dall'alto tutta la zona scoperta. Attenzione perchè il dispositivo non ha le caratteristiche di un ponte radio e quindi non aspettatevi una copertura sterminata.

Essendo però un dispositivo elettronico, sarà necessario provvedere alla sua protezione, ed ecco allora la necessità dell'acquisto di una cassetta stagna per esterno


le cui dimensioni dovranno bastare per ospitare il Netgear.
L'alimentazione di quest'ultimo avviene tramite presa a 220V, ragion per cui il dispositivo sporgerà posteriormente


questo influirà sulla profondità della cassetta.

Alla cassetta afferirà poi un tubo un pvc dentro il quale passerà il cavo d'alimentazione, e vi sarà fissato un sostegno che la manterrà ad una certa altezza o la fisserà ad un sostegno di nostra scelta.

Qualora la copertura wifi non raggiungesse il dispositivo, o ci fossero problemi a stendere un cavo ethernet dal router al Netgear, allora è solo una questione di soldi...
Basterà utilizzare dei Powerline (eccone un esempio - 27,62€ su Amazon).



Questo componente trasporta il segnale ethernet attraverso la rete ENEL, così basterà sfruttare il cavo d'alimentazione del Netgear per portare anche il segnale ethernet via Powerline, che tramite cavetto uscirà da un dispositivo per entrare nell'altro.

ATTENZIONE: NORMATIVA !!!

RETI WIRELESS AD USO PRIVATO Art.99 (Stralcio)

Appartengono a questa categoria le reti che un qualunque soggetto privato utilizza per trasportare traffico di pertinenza propria: è quindi vietato utilizzare questo tipo di rete per trasportare traffico per conto terzi.

Chi fa collegamenti wireless sul proprio fondo (o attraversa una serie di fondi di proprietà) non deve pagare alcun contributo nè presentare alcuna domanda. I contributi e la domanda di autorizzazione generale sono richiesti quando il collegamento attraversa suolo pubblico.


Per qualsiasi chiarimento tecnico contattatemi.



lunedì 23 febbraio 2015

Calendario Condiviso

Può nascere l'esigenza di condividere un calendario dove inserire eventi con più persone?

Perchè passare sotto le forche caudine dei molteplici programmi e programmini che, spesso e volentieri, non offrono quello che promettono appesantendo però il registro del nostro già di suo discutibile Windows?

Ecco che ci viene incontro un componente della suite di Google denominato appunto Google Calendar a disposizione di chiunque abbia un account Gmail, in pratica tutto il mondo :)

Come ci si arriva?

Dalla normale pagina di Gmail cliccare sull'icona con i nove quadratini in alto a destra, dove appariranno i collegamenti a Google plus, Maps, News, Drive ed anche Calendar.
Basterà cliccarci sopra per entrare nella nostra applicazione personale.
Si perchè quello che visualizzeremo sarà il calendario personale che sarà meglio NON toccare.
Sulla sinistra ci sarà un menu come in foto:


Basterà cliccare sul triangolino nero a destra della scritta My calendars e selezionare la voce Create new calendar

Comparirà una pagina tramite la quale creeremo e configureremo il nuovo calendario.
Lo potremo battezzare, localizzare ma anche renderlo pubblico o privato.
Nel nostro caso potrebbe andare bene la seconda opzione, per cui sarà necessario compilare il campo dove si invitano i componenti del gruppo inserendo nell'apposito campo l'email Gmail ed associando i rispettivi privilegi


Dall'alto verso il basso i poteri vanno diminuendo, ma ritengo che, se bisogna condividere reciprocamente informazioni bisognerà selezionare Make changes to events, se invece devono solo visualizzarli passivamente allora basterà See all event details.
Infine se avrete bisogno di qualcuno che vi aiuti a gestire il gruppo allora necessiterà associarvi Make changes AND manage sharing.

Dando una scorsa sulla rete ho letto qualche parere negativo in riferimento al fatto che ogni tanto questo calendario canna qualche evento, ma sinceramente a me non è ancora successo.