venerdì 10 aprile 2015

chiavette a prova di bomba

sul perchè possa essere necessario avere una chiavetta rugged è un discorso che potremmo fare, ma temo non la si finisca più;
basti dire che qualora ci sia la necessità di proteggere dati da urti, polvere, spruzzi d'acqua o, addirittura fino a 200 metri, ecco che una normale chiavetta USB non andrà più bene.

se prima era un grosso problema reperire simili prodotti ed allora si ovviava inserendo la nostra migliore chiavetta in un contenitore antiurto con funzioni protettive ecco che oggi il mercato ci offre diverse soluzioni/prodotti provenienti da diversi brand.

il marchio che ci offre la scelta più vasta, sia come modelli che come pezzature di memoria è la Corsair.

abbiamo 5 tipologie di chiavi che partono da una 2.0 mediamente protetta, passare per una 3.0 ben protetta e finire ad un modello con specifiche militari 3.0

Flash Voyager 2.0  Flash Voyager 3.0  Flash Voyager GT Flash Survivor Flash Survivor Stealth

la pezzatura parte da 8/16GB per il modello meno performante per arrivare a 16/256GB per il modello più aggressivo (quello nero).
Nei due modelli cilindrici in alluminio aereonautico la chiavetta vera e propria è alloggiata all'interno
dove poi viene chiusa a vite con l'ausilio di un o-ring che ne garantisce la tenuta fino a 200 metri.
Un inconveniente riscontrato usandole (specialmente le prime tre) è dato dal rivestimento gommoso piuttosto voluminoso che ne rende impossibile l'inserimento in alloggiamenti limitrofi assieme ad altre chiavi anche se tradizionali.

Un'altra proposta proviene dalla LaCie.

Qui i modelli sono solo due:

protetta da cadute fino a 100 metri, resistente all'acqua (IP-54) e a temperature estreme.
E' una USB 3.0 e si trova in tagli da 16/64GB.
e la XtremKey

dove l'immagine parla da sola, con l'aggiunta che è certificata IP-68 livello 8 e che è USB 3.0

Ultimo marchio è la Transcend

Qui siamo in presenza di un prodotto rispetto ai precedenti meno blindato ma non per questo meno appetibile, la JetFlash®810.

Infatti soddisfa gli standard dei drop-test delle forze armate degli Stati Uniti. Come le altre è USB 3.0 con tagli 8/128GB.

giovedì 2 aprile 2015

aumentare la copertura del nostro segnale wifi

Può capitare di avere bisogno di ampliare la copertura del nostro segnale wifi, attenendoci sempre alle norme di legge.
Per evitare di avere, a tutto inizio lo sbarramento dei muri di casa e trovandomi comunque in campagna, pensavo di attuare una soluzione attivabile al bisogno con irrorazione del segnale a pioggia.

Come trasmettitore utilizzerei l'ultra collaudato Netgear WP3000RP che Amazon al momento della scrittura di questo articolo propone alla ridicola somma di 23,75€



L'aggancio di questo dispositivo alla nostra rete avviene via wifi o via ethernet. Nel nostro caso cercheremo di farlo funzionare via wifi.

Il ripetitore andrà posizionato sul tetto (nel mio caso) o su un balcone (altro eventuale caso), purchè riesca a coprire dall'alto tutta la zona scoperta. Attenzione perchè il dispositivo non ha le caratteristiche di un ponte radio e quindi non aspettatevi una copertura sterminata.

Essendo però un dispositivo elettronico, sarà necessario provvedere alla sua protezione, ed ecco allora la necessità dell'acquisto di una cassetta stagna per esterno


le cui dimensioni dovranno bastare per ospitare il Netgear.
L'alimentazione di quest'ultimo avviene tramite presa a 220V, ragion per cui il dispositivo sporgerà posteriormente


questo influirà sulla profondità della cassetta.

Alla cassetta afferirà poi un tubo un pvc dentro il quale passerà il cavo d'alimentazione, e vi sarà fissato un sostegno che la manterrà ad una certa altezza o la fisserà ad un sostegno di nostra scelta.

Qualora la copertura wifi non raggiungesse il dispositivo, o ci fossero problemi a stendere un cavo ethernet dal router al Netgear, allora è solo una questione di soldi...
Basterà utilizzare dei Powerline (eccone un esempio - 27,62€ su Amazon).



Questo componente trasporta il segnale ethernet attraverso la rete ENEL, così basterà sfruttare il cavo d'alimentazione del Netgear per portare anche il segnale ethernet via Powerline, che tramite cavetto uscirà da un dispositivo per entrare nell'altro.

ATTENZIONE: NORMATIVA !!!

RETI WIRELESS AD USO PRIVATO Art.99 (Stralcio)

Appartengono a questa categoria le reti che un qualunque soggetto privato utilizza per trasportare traffico di pertinenza propria: è quindi vietato utilizzare questo tipo di rete per trasportare traffico per conto terzi.

Chi fa collegamenti wireless sul proprio fondo (o attraversa una serie di fondi di proprietà) non deve pagare alcun contributo nè presentare alcuna domanda. I contributi e la domanda di autorizzazione generale sono richiesti quando il collegamento attraversa suolo pubblico.


Per qualsiasi chiarimento tecnico contattatemi.



martedì 10 marzo 2015

kobo Aura: personal test

Tra i tanti test ecco anche il mio.


Partiamo dalla marca: Kobo
Per me il concorrente era Kindle, ma la mancanza della possibilità di usufruire di uno storage aggiuntivo non mi è piaciuta tanto.
Il Kobo Aura ha già di per sè 4Giga di spazio, che pochi non sono, espandibili con microSD esterna fino a 32.
Se considerate che è possibile organizzare organicamente le proprie librerie interne, ecco che la potenza di immagazzinamento di questo strumento comincia a venire fuori alla grande.
Attenzione però, perchè siamo in presenza di un processore da 1Ghz e quindi, sì grande capacità di immagazzinamento testi ma non certo grande velocità.
Ce ne accorgiamo subito quando iniziamo a sfogliare il primo libro...
Per girare pagina basta infatti, o mimare il gesto con in dito sullo schermo, o più semplicemente effettuare un "tap" sul lato dello schermo nella direzione in cui si vuole si giri pagina: a destra per andare avanti a sinistra per tornare indietro.
Ecco, effettuando questa operazione, il Kobo non è sempre reattivo come ci si aspetta. Alle volte basta un tap più leggero alle volte bisogna essere più decisi, a differenza, per esempio, del mio lettore su tablet Samsung che girava pagina con un semplice sospiro (già dual Core?).

Ma come si presenta il libro che stiamo leggendo?

Lo schermo è un 6 pollici,  decisamente piccolo ma non per questo scomodo nella lettura.
Personalmente sono decisamente cecato, e così utilizzo caratteri decisamente grandi, e neanche questo penalizza la lettura.
Forse, l'unico problema lo crea il peso ridotto (ebbene si!!!) di soli 174gr dichiarati che non lo mantiene ben fermo in mano.
A tal proposito sto aspettando una custodia che dia un minimo di spessore in più allo strumento.
Infatti la tanto decantata zigrinatura nella parte posteriore è in plastica e non in gomma e quindi serve a ben poco presentando ben poco grip.

Come programma per caricare libri da hard disk, consiglio Calibre.
E' free e consente di effettuare molteplici operazioni, decisamente una marea in più del Kobo Desktop proposto.

sabato 7 marzo 2015

La nuova lettura

Finalmente maturo per i libri digitali ho comprato un Kobo Aura.

 

Il discorso sugli ebook reader è in effetti piuttosto articolato e quindi per semplicità vi spiegherò il mio cammino che mi ha portato al dispositivo finale.

Ho provato agli inizi a leggere documenti in formato digitale, in particolare pdf, senza però riuscire ad adattarmi e mollando quasi subito.

L'evoluzione dei lettori, e cioè dei programmi preposti ad aprire i file da leggere (per capirci meglio) ha fatto si che la lettura diventasse meno laboriosa, già con il ridimensionamento parziale della pagina, ma sempre di pdf si trattava e quindi si era sempre costretti a spostare il foglio per continuare la lettura.

Con l'avvento dei lettori di ebooks per Android la cosa è decisamente cambiata, così ho iniziato a leggere libri in formato epub con un buon lettore di ebooks trovandomi già molto più a mio agio.

Il problema a questo punto era però l'affaticamento, cosa che ho rilevato pressochè nulla provando il Kobo di un mio collega.

In pratica sembra di avere a che fare con della carta stampata!!!

Carta si ma con tante opzioni in più.

Mettiamoci la possibilità di poter gestire appieno i caratteri come dimensioni, interlinea, font e giustificatura (scusate se è poco).
Illuminazione della pagina, acquisto online dei libri direttamente dal lettore, ma comunque la possibilità di travasarli anche da un repository sia in rete che dal pc.

Insomma che dire? Pochi grammi di peso ma una grande libidine!

lunedì 23 febbraio 2015

Calendario Condiviso

Può nascere l'esigenza di condividere un calendario dove inserire eventi con più persone?

Perchè passare sotto le forche caudine dei molteplici programmi e programmini che, spesso e volentieri, non offrono quello che promettono appesantendo però il registro del nostro già di suo discutibile Windows?

Ecco che ci viene incontro un componente della suite di Google denominato appunto Google Calendar a disposizione di chiunque abbia un account Gmail, in pratica tutto il mondo :)

Come ci si arriva?

Dalla normale pagina di Gmail cliccare sull'icona con i nove quadratini in alto a destra, dove appariranno i collegamenti a Google plus, Maps, News, Drive ed anche Calendar.
Basterà cliccarci sopra per entrare nella nostra applicazione personale.
Si perchè quello che visualizzeremo sarà il calendario personale che sarà meglio NON toccare.
Sulla sinistra ci sarà un menu come in foto:


Basterà cliccare sul triangolino nero a destra della scritta My calendars e selezionare la voce Create new calendar

Comparirà una pagina tramite la quale creeremo e configureremo il nuovo calendario.
Lo potremo battezzare, localizzare ma anche renderlo pubblico o privato.
Nel nostro caso potrebbe andare bene la seconda opzione, per cui sarà necessario compilare il campo dove si invitano i componenti del gruppo inserendo nell'apposito campo l'email Gmail ed associando i rispettivi privilegi


Dall'alto verso il basso i poteri vanno diminuendo, ma ritengo che, se bisogna condividere reciprocamente informazioni bisognerà selezionare Make changes to events, se invece devono solo visualizzarli passivamente allora basterà See all event details.
Infine se avrete bisogno di qualcuno che vi aiuti a gestire il gruppo allora necessiterà associarvi Make changes AND manage sharing.

Dando una scorsa sulla rete ho letto qualche parere negativo in riferimento al fatto che ogni tanto questo calendario canna qualche evento, ma sinceramente a me non è ancora successo.


martedì 3 febbraio 2015

Download Interruptus?

Usate Chrome e durante lo scaricamento di un grosso file la connessione va giù o per un qualsiasi altro motivo il download va a puttane con relativa perdita di byte e tempo?
Fortunatamente esiste l'Open Source ed un programmino che si chiama WGet installabile sotto Windows che chiamarlo mastino è poco.
Unica pecca, quella che gira sotto shell DOS e quindi niente interfacce grafiche.
Come funziona? Nulla di più facile!
Inizialmente converrebbe, per usarlo al meglio, leggersi il manuale in pdf che viene installato assieme all'eseguibile, giusto per recepire la sintassi.
Ricordo che abbiamo a che fare con la shell del DOS, giusto per capire eccone qui un esempio



Come funziona il tutto?
Si installa il programma in una Directory più facilmente raggiungibile, ed in questo ci viene in aiuto la procedura di installazione




Sarà preferibile optare nell'installazione completa di documentazione:



Apportare le relative modifiche all'installazione


E proseguire fino alla completa installazione.

A questo punto per effettuare un download in modalità mastino, supponendo che l'indirizzo del file da scaricare sia
http://softwarehouse.com/programmi/programmino_bello.exe
ci comporteremo così:

Aprendo la shell di DOS di posizioneremo in c:/wget/bin con il comando
CD /wget/bin
e quindi lanceremo il comando wget con la seguente sintassi
wget -t=inf http://softwarehouse.com/programmi/programmino_bello.exe

dove -t significa tries cioè il numero di tentativi che il programma deve fare per scaricare il programma se incappasse in qualche problema.

se però qualcosa andasse veramente storto ed il backup restasse monco allora lanciare il copmando

wget -c http://softwarehouse.com/programmi/programmino_bello.exe

dove -c sta a significare continue in pratica il resume del download.

l'andamento del download verrà visualizzato in modalità testuale nella shell, nulla di bello ma sicuramente pratico e funzionale.

venerdì 30 gennaio 2015

il cecchino spara e divide l'America

Le grandi contraddizioni hanno sempre fatto parte della grande america, e così il Chris Kyle di Clint Eastwood diventa un doppio personaggio:

da un lato è l'eroe dei Navy Seals dalla mira perfetta che protegge dall'alto l'incedere dei Marines nei rastrellamenti quotidiani, dall'altro e uno spietato killer stipendiato dallo zio Sam che spara a bambini come fossero bersagli al tiro a segno del luna park.

A mio avviso, in questa novella querelle ravviso molta ipocrisia per il semplice fatto che, comunque, in guerra le atrocita' sono il pane quotidiano.

"In amore ed in guerra" si usa infatti dire, quando ogni azione e' giustificata dal contesto in questione.

Non mi risulta infatti siano mai esistite guerre pulite e proprio l'America che delle armi e relativo uso ne ha fatto una vera e propria venerazione, sancita tra l'altro dal secondo emendamento, si scandalizza riguardo a Kyle ed il suo operato.

La figura del cecchino e' stata sdoganata gia' durante la Prima Guerra Mondiale quando era praticamente impossibile sporgersi da alcuni punti della trincea o smirciare attraverso apposite finestrelle aperte sulla linea nemica come visto nel film Orizzonti di Gloria.

La stessa figura è stata anche tristemente conosciuta durante la Seconda guerra Mondiale, ed ampiamente utilizzata in diversi film come Salvate il soldato Rayan o Il Nemico alle porte.

La stessa figura esiste ed è pienamente funzionale, nei corpi di Polizia con la qualifica meno aggressiva di Tiratore Scelto e, sicuramente con il grilletto meno facile.

Infine nessuno mi pare si sia scandalizzato quando Carlos Hathcock tornò dal Vietnam con le sue 109 uccisioni ufficiali, divenendo anzi un eroe ed il miglior cecchino al mondo prima che arrivasse Kyle.

E' si vero che Hathcock venne insignito della Stella d'argento per aver estratto da un veicolo in fiamme ben 7 marines pur riportando gravissime ustioni, ma tra eroismo e normalità la linea di demarcazione alle volte è molto sottile.