in questo post parleremo di storage altresì detto immagazzinamento dati su hard disk.
ovviamente tratteremo uno storage sicuro in riferimento alla perdita di dati.
il dispositivo migliore per memorizzare i nostri dati sensibili, foto, film documenti che siano è il NAS e cioè Network Attached Storage.
In pratica è una Pila di Hard Disk opportunamente montata e configurata raggiungibile da nostro PC via rete.
Qualcuno già "imparato" potrebbe obiettare che esiste già il clouding dove è possibile appunto sfruttare la funzione di storage, ma io sinceramente non sono proclivo ad avere esclusivo accesso ai miei dati esclusivamente via rete. Mancasse la connessione per un qualsiasi motivo mi ritroverei con il sederino per terra e questo sinceramente non mi va :)
Tornando al NAS, parlando ai meno esperti, è una memoria di massa con particolari caratteristiche, quali, ad esempio la configurazione RAID che consente la duplicazione esatta dei dati su più hard disk così che, se se ne guastasse uno ne avremmo garantita una copia speculare su di un'altro.
L'acquisto di un NAS bello e pronto ha, ovviamente un costo che parte dai 2 dischi che su Amazon si aggira sui modelli più economici di circa 120€, ricordandoci però del detto "per quello che spendi mangi".
Se invece desiderassimo cucircene uno addosso potremmo tranquillamente adibire a questa funzione un pc in disuso o, assemblarne uno ad hoc.
Recentemente ho stilato un preventivo per una macchina assemblata piuttosto performante il cui costo si aggirava tra CPU, scheda madre ed 8G di RAM sui 200€ , quindi, abbassando le prestazioni della CPU giga di RAM e mettendoci dentro costi di cabinet e dischi dovremmo aggirarci sulla stessa somma.
Ed i dischi?
Beh quello dipende dalle vostre esigenze.
Considerate che un disco SATA 3,5' da 1T si aggira attorno ai 60€ mentre (se cercate prestazioni elevate) uno allo stato solido per il sistema operativo da 120G lo trovate a circa 57€.
Ecco un sito che spiega come costruirci un NAS in casa con tanto di video in italiano da 38 minuti.
mercoledì 12 agosto 2015
costruiamoci un NAS in casa
lunedì 6 luglio 2015
stupido è chi lo stupido fa
sembra una frase fatta presa da un film, ma dietro di essa risiede un ragionamento molto più arguto e profondo.
andiamo subito al sodo:
personalmente, anche se ne faccio un uso improprio visto che secondo il dizionario Treccani sono pressoché sovrapponibili, do significati diversi alle parole cretino ed idiota.
sono due figure con le quali, nella nostra vita abbiamo spesso a che fare, e sono di per se fortemente deleterie.
il cretino, secondo il mio personalissimo metro, è per natura cerebralmente carente. non necessariamente sottosviluppato per carità, esso infatti conduce una quasi-normale vita come tutti noi, ma ahimè ha dei limiti soggettivi, e non ci si può fare nulla.
insomma è tarato, non detto in senso dispregiativo, ma semplicemente perchè è un dato di fatto. in genere però ci si accorge quando se ne è in presenza di uno.
l'idiota è decisamente più pernicioso. non è stupido, possibilmente ha conseguito titolo di studio superiore, forse ricopre anche un'importante carica pubblica, ma di fatto a sentirlo parlare e/o vederlo agire, se si sta attenti si nota subito, altrimenti bisogna aspettare gli exploit, quando scagazza prepotentemente fuori dall'orinale. allora si! l'idiota viene fuori in tutta la sua maestosità!
un esempio? volendo esagerare, ma giusto per rendere l'idea?
l'idiota è quello che metterebbe una motosega elettrica con la spina inserita in mano al figlio di 6 anni.
spero di avere reso l'idea...
idioti? putroppo il mondo ne è pieno, e sono molti di più delle seghe elettriche in commercio :(
andiamo subito al sodo:
personalmente, anche se ne faccio un uso improprio visto che secondo il dizionario Treccani sono pressoché sovrapponibili, do significati diversi alle parole cretino ed idiota.
sono due figure con le quali, nella nostra vita abbiamo spesso a che fare, e sono di per se fortemente deleterie.
il cretino, secondo il mio personalissimo metro, è per natura cerebralmente carente. non necessariamente sottosviluppato per carità, esso infatti conduce una quasi-normale vita come tutti noi, ma ahimè ha dei limiti soggettivi, e non ci si può fare nulla.
insomma è tarato, non detto in senso dispregiativo, ma semplicemente perchè è un dato di fatto. in genere però ci si accorge quando se ne è in presenza di uno.
l'idiota è decisamente più pernicioso. non è stupido, possibilmente ha conseguito titolo di studio superiore, forse ricopre anche un'importante carica pubblica, ma di fatto a sentirlo parlare e/o vederlo agire, se si sta attenti si nota subito, altrimenti bisogna aspettare gli exploit, quando scagazza prepotentemente fuori dall'orinale. allora si! l'idiota viene fuori in tutta la sua maestosità!
un esempio? volendo esagerare, ma giusto per rendere l'idea?
l'idiota è quello che metterebbe una motosega elettrica con la spina inserita in mano al figlio di 6 anni.
spero di avere reso l'idea...
idioti? putroppo il mondo ne è pieno, e sono molti di più delle seghe elettriche in commercio :(
mercoledì 29 aprile 2015
allarme anti allontanamento
Mi è capitato più volte di aver dimenticato il cellulare: a casa, sul tavolo in ufficio o addirittura in macchina!
Ogni volta mi chiedevo se non fosse stato possibile avere un allarme di prossimità che suonasse ogni qual volta mi allontanassi più di tanto dal mio caro dispositivo.
E' bastata una piccola ricerca su internet, ed ecco che sono usciti due dispositivi simili, atti alla bisogna.
il TyAlarm Bluetooth 4.0 ed un anti smarrimento per bambini, animali ed oggetti.
il primo funziona su tecnologia Bluetooth
Ogni volta mi chiedevo se non fosse stato possibile avere un allarme di prossimità che suonasse ogni qual volta mi allontanassi più di tanto dal mio caro dispositivo.
E' bastata una piccola ricerca su internet, ed ecco che sono usciti due dispositivi simili, atti alla bisogna.
il TyAlarm Bluetooth 4.0 ed un anti smarrimento per bambini, animali ed oggetti.
il primo funziona su tecnologia Bluetooth
Specificamente studiato per iPhone ed altri dispositivi Apple. Dovrebbe funzionare anche su Android, ma dai pareri su Amazon non sembra su questa tecnologia dia buoni risultati.
In pratica interagisce con l'interfaccia Bluetooth del dispositivo, e quando ne perde il segnale inizia a suonare.
Il secondo invece si compone di due componenti, uno da fissare a chi o cosa non bisogna perdere e l'altro da tenere con noi.
Uno è il pesciolino con braccialetto da fissare al bambino, cane, cellulare, tablet o fatevoi, l'altro è il simil-telecomando con suoneria che, se superati i circa 10 metri di distanza dal sensore inizia a suonare.
La cosa interessante per entrambe i modelli è il costo che per entrambe non raggiunge i 30€.
venerdì 10 aprile 2015
chiavette a prova di bomba
sul perchè possa essere necessario avere una chiavetta rugged è un discorso che potremmo fare, ma temo non la si finisca più;
basti dire che qualora ci sia la necessità di proteggere dati da urti, polvere, spruzzi d'acqua o, addirittura fino a 200 metri, ecco che una normale chiavetta USB non andrà più bene.
se prima era un grosso problema reperire simili prodotti ed allora si ovviava inserendo la nostra migliore chiavetta in un contenitore antiurto con funzioni protettive ecco che oggi il mercato ci offre diverse soluzioni/prodotti provenienti da diversi brand.
il marchio che ci offre la scelta più vasta, sia come modelli che come pezzature di memoria è la Corsair.
abbiamo 5 tipologie di chiavi che partono da una 2.0 mediamente protetta, passare per una 3.0 ben protetta e finire ad un modello con specifiche militari 3.0

la pezzatura parte da 8/16GB per il modello meno performante per arrivare a 16/256GB per il modello più aggressivo (quello nero).
Nei due modelli cilindrici in alluminio aereonautico la chiavetta vera e propria è alloggiata all'interno
basti dire che qualora ci sia la necessità di proteggere dati da urti, polvere, spruzzi d'acqua o, addirittura fino a 200 metri, ecco che una normale chiavetta USB non andrà più bene.
se prima era un grosso problema reperire simili prodotti ed allora si ovviava inserendo la nostra migliore chiavetta in un contenitore antiurto con funzioni protettive ecco che oggi il mercato ci offre diverse soluzioni/prodotti provenienti da diversi brand.
il marchio che ci offre la scelta più vasta, sia come modelli che come pezzature di memoria è la Corsair.
abbiamo 5 tipologie di chiavi che partono da una 2.0 mediamente protetta, passare per una 3.0 ben protetta e finire ad un modello con specifiche militari 3.0
la pezzatura parte da 8/16GB per il modello meno performante per arrivare a 16/256GB per il modello più aggressivo (quello nero).
Nei due modelli cilindrici in alluminio aereonautico la chiavetta vera e propria è alloggiata all'interno
dove poi viene chiusa a vite con l'ausilio di un o-ring che ne garantisce la tenuta fino a 200 metri.
Un inconveniente riscontrato usandole (specialmente le prime tre) è dato dal rivestimento gommoso piuttosto voluminoso che ne rende impossibile l'inserimento in alloggiamenti limitrofi assieme ad altre chiavi anche se tradizionali.
Un'altra proposta proviene dalla LaCie.
Qui i modelli sono solo due:
la Ruggedkey
protetta da cadute fino a 100 metri, resistente all'acqua (IP-54) e a temperature estreme.
E' una USB 3.0 e si trova in tagli da 16/64GB.
e la XtremKey
dove l'immagine parla da sola, con l'aggiunta che è certificata IP-68 livello 8 e che è USB 3.0
Ultimo marchio è la Transcend
Qui siamo in presenza di un prodotto rispetto ai precedenti meno blindato ma non per questo meno appetibile, la JetFlash®810.
Infatti soddisfa gli standard dei drop-test delle forze armate degli Stati Uniti. Come le altre è USB 3.0 con tagli 8/128GB.
giovedì 2 aprile 2015
aumentare la copertura del nostro segnale wifi
Può capitare di avere bisogno di ampliare la copertura del nostro segnale wifi, attenendoci sempre alle norme di legge.
Per evitare di avere, a tutto inizio lo sbarramento dei muri di casa e trovandomi comunque in campagna, pensavo di attuare una soluzione attivabile al bisogno con irrorazione del segnale a pioggia.
Come trasmettitore utilizzerei l'ultra collaudato Netgear WP3000RP che Amazon al momento della scrittura di questo articolo propone alla ridicola somma di 23,75€
Per evitare di avere, a tutto inizio lo sbarramento dei muri di casa e trovandomi comunque in campagna, pensavo di attuare una soluzione attivabile al bisogno con irrorazione del segnale a pioggia.
Come trasmettitore utilizzerei l'ultra collaudato Netgear WP3000RP che Amazon al momento della scrittura di questo articolo propone alla ridicola somma di 23,75€
L'aggancio di questo dispositivo alla nostra rete avviene via wifi o via ethernet. Nel nostro caso cercheremo di farlo funzionare via wifi.
Il ripetitore andrà posizionato sul tetto (nel mio caso) o su un balcone (altro eventuale caso), purchè riesca a coprire dall'alto tutta la zona scoperta. Attenzione perchè il dispositivo non ha le caratteristiche di un ponte radio e quindi non aspettatevi una copertura sterminata.
Essendo però un dispositivo elettronico, sarà necessario provvedere alla sua protezione, ed ecco allora la necessità dell'acquisto di una cassetta stagna per esterno
le cui dimensioni dovranno bastare per ospitare il Netgear.
L'alimentazione di quest'ultimo avviene tramite presa a 220V, ragion per cui il dispositivo sporgerà posteriormente
questo influirà sulla profondità della cassetta.
Alla cassetta afferirà poi un tubo un pvc dentro il quale passerà il cavo d'alimentazione, e vi sarà fissato un sostegno che la manterrà ad una certa altezza o la fisserà ad un sostegno di nostra scelta.
Qualora la copertura wifi non raggiungesse il dispositivo, o ci fossero problemi a stendere un cavo ethernet dal router al Netgear, allora è solo una questione di soldi...
Basterà utilizzare dei Powerline (eccone un esempio - 27,62€ su Amazon).
Questo componente trasporta il segnale ethernet attraverso la rete ENEL, così basterà sfruttare il cavo d'alimentazione del Netgear per portare anche il segnale ethernet via Powerline, che tramite cavetto uscirà da un dispositivo per entrare nell'altro.
ATTENZIONE: NORMATIVA !!!
RETI WIRELESS AD USO PRIVATO Art.99 (Stralcio)
Appartengono a questa categoria le reti che un qualunque soggetto privato utilizza per trasportare traffico di pertinenza propria: è quindi vietato utilizzare questo tipo di rete per trasportare traffico per conto terzi.
Chi fa collegamenti wireless sul proprio fondo (o attraversa una serie di fondi di proprietà) non deve pagare alcun contributo nè presentare alcuna domanda. I contributi e la domanda di autorizzazione generale sono richiesti quando il collegamento attraversa suolo pubblico.
Per qualsiasi chiarimento tecnico contattatemi.
martedì 10 marzo 2015
kobo Aura: personal test
Tra i tanti test ecco anche il mio.

Partiamo dalla marca: Kobo
Per me il concorrente era Kindle, ma la mancanza della possibilità di usufruire di uno storage aggiuntivo non mi è piaciuta tanto.
Il Kobo Aura ha già di per sè 4Giga di spazio, che pochi non sono, espandibili con microSD esterna fino a 32.
Se considerate che è possibile organizzare organicamente le proprie librerie interne, ecco che la potenza di immagazzinamento di questo strumento comincia a venire fuori alla grande.
Attenzione però, perchè siamo in presenza di un processore da 1Ghz e quindi, sì grande capacità di immagazzinamento testi ma non certo grande velocità.
Ce ne accorgiamo subito quando iniziamo a sfogliare il primo libro...
Per girare pagina basta infatti, o mimare il gesto con in dito sullo schermo, o più semplicemente effettuare un "tap" sul lato dello schermo nella direzione in cui si vuole si giri pagina: a destra per andare avanti a sinistra per tornare indietro.
Ecco, effettuando questa operazione, il Kobo non è sempre reattivo come ci si aspetta. Alle volte basta un tap più leggero alle volte bisogna essere più decisi, a differenza, per esempio, del mio lettore su tablet Samsung che girava pagina con un semplice sospiro (già dual Core?).
Ma come si presenta il libro che stiamo leggendo?
Lo schermo è un 6 pollici, decisamente piccolo ma non per questo scomodo nella lettura.
Personalmente sono decisamente cecato, e così utilizzo caratteri decisamente grandi, e neanche questo penalizza la lettura.
Forse, l'unico problema lo crea il peso ridotto (ebbene si!!!) di soli 174gr dichiarati che non lo mantiene ben fermo in mano.
A tal proposito sto aspettando una custodia che dia un minimo di spessore in più allo strumento.
Infatti la tanto decantata zigrinatura nella parte posteriore è in plastica e non in gomma e quindi serve a ben poco presentando ben poco grip.
Come programma per caricare libri da hard disk, consiglio Calibre.
E' free e consente di effettuare molteplici operazioni, decisamente una marea in più del Kobo Desktop proposto.
Partiamo dalla marca: Kobo
Per me il concorrente era Kindle, ma la mancanza della possibilità di usufruire di uno storage aggiuntivo non mi è piaciuta tanto.
Il Kobo Aura ha già di per sè 4Giga di spazio, che pochi non sono, espandibili con microSD esterna fino a 32.
Se considerate che è possibile organizzare organicamente le proprie librerie interne, ecco che la potenza di immagazzinamento di questo strumento comincia a venire fuori alla grande.
Attenzione però, perchè siamo in presenza di un processore da 1Ghz e quindi, sì grande capacità di immagazzinamento testi ma non certo grande velocità.
Ce ne accorgiamo subito quando iniziamo a sfogliare il primo libro...
Per girare pagina basta infatti, o mimare il gesto con in dito sullo schermo, o più semplicemente effettuare un "tap" sul lato dello schermo nella direzione in cui si vuole si giri pagina: a destra per andare avanti a sinistra per tornare indietro.
Ecco, effettuando questa operazione, il Kobo non è sempre reattivo come ci si aspetta. Alle volte basta un tap più leggero alle volte bisogna essere più decisi, a differenza, per esempio, del mio lettore su tablet Samsung che girava pagina con un semplice sospiro (già dual Core?).
Ma come si presenta il libro che stiamo leggendo?
Lo schermo è un 6 pollici, decisamente piccolo ma non per questo scomodo nella lettura.
Personalmente sono decisamente cecato, e così utilizzo caratteri decisamente grandi, e neanche questo penalizza la lettura.
Forse, l'unico problema lo crea il peso ridotto (ebbene si!!!) di soli 174gr dichiarati che non lo mantiene ben fermo in mano.
A tal proposito sto aspettando una custodia che dia un minimo di spessore in più allo strumento.
Infatti la tanto decantata zigrinatura nella parte posteriore è in plastica e non in gomma e quindi serve a ben poco presentando ben poco grip.
Come programma per caricare libri da hard disk, consiglio Calibre.
E' free e consente di effettuare molteplici operazioni, decisamente una marea in più del Kobo Desktop proposto.
sabato 7 marzo 2015
La nuova lettura
Finalmente maturo per i libri digitali ho comprato un Kobo Aura.

Il discorso sugli ebook reader è in effetti piuttosto articolato e quindi per semplicità vi spiegherò il mio cammino che mi ha portato al dispositivo finale.
Ho provato agli inizi a leggere documenti in formato digitale, in particolare pdf, senza però riuscire ad adattarmi e mollando quasi subito.
L'evoluzione dei lettori, e cioè dei programmi preposti ad aprire i file da leggere (per capirci meglio) ha fatto si che la lettura diventasse meno laboriosa, già con il ridimensionamento parziale della pagina, ma sempre di pdf si trattava e quindi si era sempre costretti a spostare il foglio per continuare la lettura.
Con l'avvento dei lettori di ebooks per Android la cosa è decisamente cambiata, così ho iniziato a leggere libri in formato epub con un buon lettore di ebooks trovandomi già molto più a mio agio.
Il problema a questo punto era però l'affaticamento, cosa che ho rilevato pressochè nulla provando il Kobo di un mio collega.
In pratica sembra di avere a che fare con della carta stampata!!!
Carta si ma con tante opzioni in più.
Mettiamoci la possibilità di poter gestire appieno i caratteri come dimensioni, interlinea, font e giustificatura (scusate se è poco).
Illuminazione della pagina, acquisto online dei libri direttamente dal lettore, ma comunque la possibilità di travasarli anche da un repository sia in rete che dal pc.
Insomma che dire? Pochi grammi di peso ma una grande libidine!
Il discorso sugli ebook reader è in effetti piuttosto articolato e quindi per semplicità vi spiegherò il mio cammino che mi ha portato al dispositivo finale.
Ho provato agli inizi a leggere documenti in formato digitale, in particolare pdf, senza però riuscire ad adattarmi e mollando quasi subito.
L'evoluzione dei lettori, e cioè dei programmi preposti ad aprire i file da leggere (per capirci meglio) ha fatto si che la lettura diventasse meno laboriosa, già con il ridimensionamento parziale della pagina, ma sempre di pdf si trattava e quindi si era sempre costretti a spostare il foglio per continuare la lettura.
Con l'avvento dei lettori di ebooks per Android la cosa è decisamente cambiata, così ho iniziato a leggere libri in formato epub con un buon lettore di ebooks trovandomi già molto più a mio agio.
Il problema a questo punto era però l'affaticamento, cosa che ho rilevato pressochè nulla provando il Kobo di un mio collega.
In pratica sembra di avere a che fare con della carta stampata!!!
Carta si ma con tante opzioni in più.
Mettiamoci la possibilità di poter gestire appieno i caratteri come dimensioni, interlinea, font e giustificatura (scusate se è poco).
Illuminazione della pagina, acquisto online dei libri direttamente dal lettore, ma comunque la possibilità di travasarli anche da un repository sia in rete che dal pc.
Insomma che dire? Pochi grammi di peso ma una grande libidine!
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