giovedì 9 febbraio 2017

PBR: Patrol Boat River

Chi ha visto il film Apocalypse Now sicuramente ricorderà la motovedetta chè accompagnò il capitano Willard su per il fiume Nung fino al colonnello Kurtz.

Risultati immagini per pbr boats vietnam

Venne utilizzata dalla Marina degli Stati Uniti in Vietnam dal 1966 fino al 1971 con lo scopo di ispezionare il traffico fliviale con l'intento di interrompere il traffico di armi verso i Vietcong o, qualche volta per l'estrazione di pattuglie di Navy SEAL.
Fortemente armata, con una doppia cal.50 (12,7mm) M2HB a prua



una o due M60 cal.7,62mm a poppa ed un lancia granate da 40mm Mk19.
Aveva uno scafo in vetroresina, due motori ad idrogetto da 180HP che le consentiva una velocità di 28,5nodi (53km/h !!!).
Ne vennero prodotti ben 250 esemplari e 2 modelli uno leggermente più lungo dell'altro ed in alluminio.
L'equipaggio constava di 4 componenti: un ufficiale, che svolgeva la mansioni di comandante, un artigliere, un meccanico di bordo ed un marinaio. Comunque gli incarichi erano sovrapponibili, così in linea di massima chiunque doveva essere in grado di coprire le attività degli altri membri dell'equipaggio.
A tutt'oggi alcuni esemplari sono in uso nelle acque della California.

lunedì 6 febbraio 2017

creiamo una LAN casalinga

ho deciso di scrivere questo tutorial nel momento in cui ho preso il toro per le corna ed ho iniziato a mettere ordine nella rete di casa mia.
infatti non sembrerebbe, ma una buona percentuale di possessori di dispositivi interconnessi alla rete è obbligato a crearsi una rete casalinga, e vengo a spiegarvi il perchè.

iniziamo con una lista tipo di dispositivi, molto semplice e, per praticità di cose, ridotta.

(1) - router/modem ADSL
(2) - computer
(3) - console giochi
(4) - decoder sky

li ho numerati perchè in seguito per semplicità potrei chiamarli per numero anzichè per nome.
premetto che alcuni concetti darò per scontato che li abbiate già vostri, o che perlomeno, abbiate la buona volontà di andare ad approfondirli.
altrimenti questa sede diventerebbe un volume della Treccani :)

Risultati immagini per router adsl
innanzi tutto la linea arriva al router. questo dovrebbe esservi fornito da chi vi fornisce il servizio e quindi saranno tutti diversi esteticamente, ma formalmente potrebbero essere così.
quello della foto sta in verticale, ma tanti in orizzontale (questo per ci si confonde facilmente).
posteriormente tutti, ma proprio tutti, hanno la presa per inserire lo spinotto dell'alimentazione, la presa per inserire la linea ADSL (nella foto quella grigia) differenziata dalle altre, e poi la/le prese ethernet (nella foto quelle contrassegnate in blu).

bene, l'ethernet è proprio la nostra rete locale !!!

nella foto il router consente ben quattro connessioni, ma se queste dovessero essere poche (premetto che sto scrivendo questo tutorial cercando di abbracciare tutte le tipologie di utenze), dovreste munirvi di un dispositivo denominato switch.
Risultati immagini per switch
nella foto abbiamo degli switch a 4/8/16/24 porte, la cui funzione è quella di smistare intelligentemente (definizione molto semplicistica e quindi impropria) la connessione. in precedenza si usavano gli HUB (esteticamente uguali) che smistavano la connessione un po come una semplice ciabatta smista la corrente, creando però collisione di pacchetti dati, cosa non buona.

torniamo al nostro primo dispositivo, il router.
appena consegnatoci, avrà un suo indirizzo IP. se questo non si evince dal manualetto allegato, vi consiglio di cercare sulla rete.
sicuramente qualcuno c'è passato prima di voi, ed avrà posto la fatidica domanda ottenendo la risposta.
in linea di massima poco importa quale sia l'indirizzo di default del router, se non per consentirci di collegarci per configurare la nostra rete casalinga, quindi supponiamo al momento che sia un ipotetico x.y.x.q (in seguito gli assegneremo dei numeri).

apriamo una parentesi adesso sulle Reti Private.
l'assegnazione degli indirizzi IP non è casuale ma esiste tutta una regolamentazione che non staremo qui a specificare. sappiate però che, per le reti private, sono state designate 3 classi di indirizzi di dimensioni diverse: la 10 (16.777.216 indirizzi disponibili) la 172 (1.048.576 indirizzi disponibili) e la 192 (65.536 indirizzi disponibili). ho volontariamente omesso il resto dell'indirizzo che potrete visualizzare nel link allegato e che riallego.

il 99,9% delle reti casalinghe utilizza la 192.168 (gli altri soffrono di manie di grandezza ed usano la 10 o la 172), per cui quasi sicuramente l'indirizzo del modem rientrerà in questa classe.
quindi decidetevi e scegliete la vostra classe C (è così che si chiama la serie di indirizzi dove cambia l'ultimo numero).

nel mio caso ho adottato 192.168.0.x

ho avuto fortuna perchè di default l'indirizzo del router era 192.168.0.1. questo, sappiatelo sarà anche il parametro di gateway che andrà inserito negli altri dispositivi quando richiesto.

a questo punto dovrete decidere se assegnare gli indirizzi staticamente o dinamicamente.

l'indirizzo statico è un indirizzo IP che viene assegnato al dispositivo una volta per tutte mentre l'indirizzo dinamico necessita che sul Router venga attivato il server DHCP il cui scopo è quello di assegnare gli indirizzi IP ai dispositivi che si autenticano ogni volta che si collegano.

personalmente consiglio l'assegnazione degli indirizzi statici, cosa che permette anche, p.es. di mettere ordine nelle cose nel seguente modo:
indirizzi dal 2 assegnati a pc fissi e portatili
indirizzi dal 10 assegnati alle console giochi
indirizzi dal 20 assegnati ai decoder
non sembra, ma se siete degli smanettoni o futuri tali, preimpostare una rete ordinata darà i suoi frutti.
è il caso che vi dica di NON dare a due dispositivi lo stesso indirizzo???

piccolissima parentesi: attenti alle password troppo complesse e lunghe. ne ho adottato una di queste, ed ogni volta che devo reinserirla perchè devo riconfigurare la rete di un qualsiasi dispositivo (ovviamente sprovvisto di tastiera) mi maledico senza pietà. meglio una sicura, ma comunque breve del tipo St4w!oL_
che passeggiavoconilcanedidomenicamattina.

DISPOSITIVI DI AMPLIAMENTO COPERTURA
abbiamo visto che al router possiamo collegare cavetti ehternet e quindi effettuare connessioni fisiche, decisamente le migliori.
la regola dice che la lunghezza massima di un cavo ethernet (di qualità e quindi in ordine crescente CAT5-CAT6-CAT7) sia di 100mt.
allora, l'ideale sarebbe cablare la rete di casa con cavi fisici per avere il massimo della copertura, altrimenti occorrerà ricorrere ai sistemi WIFI o POWERLINE.
ormai tutti i router sono WIFI, per chi sarà possibile effettuarvi la connessione tramite questo sistema.
se però il dispositivo si trovasse fuori copertura si potrà porre rimedio tramite due tipologie di dispositivi:

- WIFI EXTENDER
in foto un esempio di dispositivo.
questo si collega (autenticandosi) al router, e ripete la connessione dal punto in cui si trova. in pratica una sorta di ripetitore radio.
l'utilizzatore lo individuerà tramite un nome che voi gli avrete assegnato, si loggherà con la stessa password del router, e sarà subito in rete.

- POWERLINE
questi dispositivi sfruttano il principio delle onde convogliate.
il primo si collega tramite cavetto ethernet al router. poi si inserisce in una presa di corrente (possibilmente non una ciabatta). il gemello andrà anch'esso inserito in una presa di corrente e dopo poco i due si interfacceranno. a questo punto il gemello tramite cavetto ethernet andrà collegato all'utenza.
in definitiva avremo una sorta di collegamento ethernet virtuale tra router ed utenza.
esistono dei powerline che erogano dal secondo dispositivo servizio wifi, ma nel mio caso ne ho comprato 2 coppie di tradizionali perchè ho già due Repeater in funzione e si chiama inquinamento elettromagnetico

cosa penso dei due dispositivi?
il WIFI EXTENDER è molto pratico in quanto wifi. ha una connessione aerea e tra l'altro permette la connessione di più dispositivi sempre in modalità wifi, a differenza del POWERLINE che invece consente la gestione punto-punto di un solo apparato, occupando tra l'altro una porta del router.
il suo vantaggio è quello che non risente di ostacoli fisici quali muri mobili et similia; come già detto è un cavo virtuale.

CONSIGLI PER LA CONFIGURAZIONE DEGLI APPARATI

che si tratti di router, wifi extender o powerline, diffidate dei pulsanti o procedure autoprogrammanti o di autoriconoscimento.
questi dispositivi al 99% consentono una connessione ethernet solo alcuni (rarissimi) accolgono connessioni di configurazione solo via wifi.
quindi dopo l'acquisto, accertatevi dell'indirizzo ip del dispositivo (ipoteticamente 192.168.0.10), configurate la rete del vostro pc nel seguente modo
in modo da parlare "entrambe la stessa lingua" (classe C).
- a questo punto collegate i due dispositivi con un cavetto ethernet, io ne posseggo uno da 50cm molto flessibile e quindi praticissimo da utilizzare
- se tutto è ok se dal pc lanciate il comando
ping 192.168.0.10
dovreste ricevere
Risposta da 192.168.0.10: byte=32 durata=204ms TTL=38
(i valori sono ipotetici) questo sta a significare che i due dispositivi si vedono.
basterà allora collegarvisi tramite browser scrivendo come indirizzo proprio l'ip del dispositivo, ottenendo la schermata di benvenuto e, possibilmente la richiesta di userid e password (che dovreste conoscere).

entrando in configurazione, sappiate che tutti i dispositivi si somigliano, ma comunque troverete sempre delle differenze micro o macroscopiche.
se non vi aggradasse potrete modificare l'indirizzo IP assieme ad altri parametri che, prima di cambiare sarà bene conoscere.

martedì 8 novembre 2016

nuovi itinerari sul vostro Garmin da trekking

da anni sono il felice possessore di un Garmin 62s comprato per l'escursionismo.
essendo sia cartografico che IPX7 (e quindi decisamente insensibile alla pioggia) l'ho patchato per renderlo stradale caricandogli le mappe gentilmente messe a disposizione da openstreetmap così che, quando mi sposto con lo scooter l'aggancio con il moschettone posteriore al braccio di uno dei due specchietti retrovisori e vado tranquillo.
per gli itinerari però, e la loro pianificazione, cercando una massima semplificazione mi sono così orientato.
come programma ho optato per Google Maps in quanto gratuito, aggiornatissimo e, quasi onnipresente (basta scegliere il browser in questione).
possedendo quindi l'account Google, sarà possibile avere l'opzione My Maps.
ci si arriva aprendo Google Maps, cliccando poi sui tre trattini in alto a sinistra


cliccare su "i tuoi luoghi"


cliccare quindi sul pulsante "mappe"



adesso sulla scritta in fondo "crea mappa". apparirà la seguente finestra.


da qui inizierete il cammino per la creazione del vostro itinerario.
nel momento in cui la mappa è creata ed aperta, cliccando sul menu in alto a sinistra.

selezionale la voce "esporta in KML". per ottenere il KMZ, ho operato così, da

intera mappa cliccandoci sopra ho selezionando la voce "indicazioni stradali da...".

ovviamente, l'esportazione via cavetto USB ritengo sia cosa a voi già nota.





martedì 21 giugno 2016

uffa "che barba"!

è notorio che io porti il pizzo da sempre, ma questo non significa che la cosa mi esima dal dovermi fare la barba.
proprio sul rito della barba sono diventato un cultore, migrando poco a poco verso gli antichi metodi e strumenti.
cosa significa questo?
che con il tempo, vuoi per una vena di romanticismo (poco) vuoi per un ritrovato aspetto pratico, mi sono spostato verso i vecchi sistemi e strumenti usati per radersi.
iniziamo con il rasoio.
sono sceso con il numero di lame per arrivare al monolama in assoluto.


per esattezza si tratta del mano libera a lama intera, perchè ci sarebbe quella a mezza lama, ma provandolo ho avuto qualche difficoltà e, trovandomi benissimo con questo non ho visto la necessità di tentare ulteriori esperimenti.
La bellezza di questo rasoio, è tra le tante cose, quello di usare lamette che costano (al momento della trascrizione di questo articolo) 0.50€ una confezione da 5, in pratica una miseria.
è vero, ci vuole un minimo di attenzione, perchè a tagliarsi è un attimo, ma presaci la mano vengono degli ottimi contropelo.

per ammorbidire la barba consiglio di pretrattare, prima con acqua caldissima e poi con dell'ottimo proraso


attenzione perchè alle volte la crema non è fluida come dovrebbe ma piuttosto secca, sempre funzionale, ma meno pratica da spalmare.

è adesso il turno della crema da barba.
io, ovviamente uso il pennello.
di pennelli ne esistono tantissimi, più o meno pregiati, più o meno costosi. personalmente ho optato per un classico pennello con manico d'alluminio da barbiere, praticamente eterno.
come crema da barba uso questa, ma anche qui la cosa è personale, visto che esiste anche quella in tubetto.


ovviamente aborro quella in confezione spray!!!
utilissima la coppetta dove mettere a bagno il pennello ed al contempo pulire il rasoio durante la rasatura.
c'è chi usa una tazza di ceramica, ma se conto tutte le volte che questa coppetta mi è caduta per terra...
comunque è in vendita nei negozi di materiale per barbieri ed è quella che si usa per far fare la schiuma da barba (alle volte).

e dopo la barba?

anche qui è sempre una questione di gusti.
c'è chi vuole il guanto di velluto che, come me, quello di ferro.
nel primo caso utilizzare creme delicate delle quali sinceramente non ne so parlare molto, ma se invece desiderate una bella sferzata al viso, allora posso consigliarvi qualcosa di antico come il Floyd


alcolico quanto basta, con pompetta (assente nella foto) ed in due essenze (la più antica mi pare sia quella a sinistra che tra l'altro uso).
Potreste anche usare il Proraso usato per il pretrattamento o, se desideraste dopo una rasatura molto invasiva un bello schiaffo di freschezza allora senza dubbi utilizzate la crema Vifrex.


Brucerete di freschezza mantenendo la pelle morbida e profumata.

L'ideale sarebbe prima e dopo la rasatura di un paio di applicazioni sul viso di un bell'asciugamano messo a bagno in acqua bollente e poi strizzato. Ma se si è da soli e non si è seduti a faccia all'insù, la cosa diventa impegnativa...

Ovviamente i prodotti qui menzionati sono frutto dei MIEI PERSONALISSIMI GUSTI ma comunque marchi di provata qualità negli anni. Ci tengo anche a puntualizzare che non percepirò alcuna somma (sigh...) per la pubblicità sfacciata fatta per questo o quel prodotto, ma che dire, è il mio Blog e parlo liberamente delle mie cose.








venerdì 6 maggio 2016

quando una variazione sul tema di una gita in moto è qualcosa di più di quello che sembra

Anni addietro, durante una zingarata in moto, assieme ad un amico, trovammo in direzione Trapani sulla sinistra una segnaletica ed in fondo un arco. Incuriositi deviammo e ci avventurammo.
Trovammo una sorta di borgo abbandonato, da un lato con le case dalle porte e finestre sventrate ma dall'altro con le costruzioni ancora perfettamente in ottimo stato.
Strana situazione. Una scuola, una stazione dei carabinieri, un ufficio postale, ed una chiesa in piena regola con tanto di campanile. Addirittura all'ingresso anche un campo sportivo!
Vagabondammo, scattammo qualche foto, annotammo in memoria la cosa e proseguimmo verso Trapani e le Saline.
A distanza di anni tornò il nome di un posto dove non c'era nulla da vedere e cioè Ummari, cercando su Google venne fuori il nome la frazione di Trapani ed il borgo Livio Bassi che, sorpresa! era proprio quello che anni prima avevo visitato in occasione della gita in moto.
Una query su Google ed ecco cosa viene fuori:



Inoltre un bell'articolo che parla dell'eroe della II Guerra Mondiale Livio Bassi e del Borgo a Lui dedicato.
Ecco la planimetria del Borgo


ed una vista aerea del borgo stesso



ritengo sia un posto che meriti una visita perchè, anche se in stato di abbandono a mio avviso questo borgo è una bomboniera.

mercoledì 4 maggio 2016

VI (vu ai) questo misterioso

premetto da subito che siamo in puro ambito informatico.

Quando in ambiente Unix o Sun OS innanzi tutto e Linux secondariamente, si deve editare un file testo, l'editor storico e sempre presente ovvero sistematicamente installato in ogni macchina dei sistemi operativi qui sopra menzionati è il solito/classico/odiato/amato/ostico/bastachetelostudi "vi".
MAI però chiamarlo vi-i ma sempre "vu-ai" e cioè all'inglese :)
rischiereste di sentirvi dire "VI COSA??????"
parliamo dell'antesignano per eccellenza degli editor di testo, tant'è che NON è grafico e che definirlo ostico è a dir poco un eufemismo.
Ovviamente mi riferisco ai neofiti, perchè un sysadmin di rispetto deve padroneggiare VI in quanto la modifica di un file di configurazione ma anche del crontab è sempre dietro l'angolo.
Imparare VI non è nulla di così astruso o impossibile, anzi oserei dire che per assurdo Microsoft Word è nella sua vastità molto più complesso.
ecco qui due link a due guide per apprendere VI
un breve manuale VI dove si trova l'essenziale per le operazoni più elementari ed un manuale avanzato di VI dove le azioni di modifica sono più complesse.
Considerate sempre che si tratta di modificare file testo con all'interno comandi, direttive o regole.
Ma per testare le cognizioni acquisite?
Esistono dei software di emulazione scaricabili ed installabili o una più comoda shell on-line disponibile all'indirizzo
http://www.askvg.com/pc-emulator-test-and-learn-linux-commands-in-web-browser/ .
Basta cliccare sulla scritta in fondo
Start Testing Linux Commands in Web Browser per essere catapultati nell'emulazione di una shell Linux che tra l'altro risponde a buona parte dei comandi proprietari.
Basterà a questo punto lanciare VI aprendo un file di prova che chiameremo per esempio prova ed il gioco inizierà
/var/root # vi prova

lunedì 18 aprile 2016

playing for change

Progetto nato con l'ambizioso intento di unire il mondo con un unico filo conduttore come la musica per lanciare un messaggio di pace e di amore.

  

Il meccanismo sembrerebbe semplice ma per che è leggermente addentrato alle meccaniche degli studi d'incisione non lo è poi così tanto.
Gli artisti suonano e cantano tutti lo stesso brano, con la differenza che sono sparpagliati agli antipodi del mondo ascoltando quindi, ritengo, durante la loro esibizione, una sorta di base sulla quale fare riferimento.
Il tutto viene poi assemblato in un unico brano come se tutti si fossero trovati assieme nella stessa sala d'incisione, ma così non è e lo dimostrano le immagini, peraltro splendide.
Il prodotto finito era già bello quando produssero i loro primissimi brani, ma ora hanno raggiunto direi, l'eccellenza e meritano di essere ascoltati ad libitum.
Hanno un sito che è https://playingforchange.com/ ma loro sono tranquillamente reperibili su youtube.
Non linko qui un brano perchè sono tutti belli e lascio a voi il piacere di cercarli e di ascoltarli. Tanto comunque cascherete bene.