lunedì 8 luglio 2019

cosa strana la storia...

Tutto è cambiato ma nulla è cambiato.
Il 2 settembre 1945 sancisce la fine della seconda guerra mondiale e con essa si chiude una triste pagina della storia italiana ovvero quella della guerra nella quale l'Italia venne trascinata dal governo fascista che durante il ventennio aveva fatto il bello ed il cattivo tempo.
Il 2 giungo 1946 dopo un anche se contestato referendum viene abrogata la monarchia e nasce la Repubbica.
Viene sancito il reato di apologia di fascismo, a tutt'oggi l'insulto più gettonato è proprio fascista però l'Italia ancora non riesce a scrollarsi di dosso il segno lasciato da colui che ha iniziato e perpretato tutto questo ovvero Benito Mussolini.
Perchè questo? Perchè ancora assurge agli onori della cronaca con un libro "M-il figlio del secolo" dove si parla dei sei anni che portarono alla sua affermazione politica. Libro che vince il Premio Strega 2019.
Qualcuno ancora dice che bisognerebbe dimenticare tutto, tutto come una signora che in edicola comprò un settimanale che omaggiava Mein Kampf non per scoprire fino in fondo la follia del nazismo ma semplicemente per... bruciare il libro, proprio come facevano loro.
E' proprio vero, la storia ha dei corsi e ricorsi, anche se alle volte piccolissimi.

lunedì 3 giugno 2019

God save the Queen...

Si è fatto un gran parlare sui crimini commessi dall'Italia nelle colonie ma tutte, e dico tutte le Nazioni colonialiste hanno le mani lorde di sangue.
Per esempio l'Inghilterra.
Quando nella metà dell'ottocento l'Inghilterra si vantava che sui suoi domini non tramontava mai il sole, il socialista e cartista inglese Ernest Jones replicò caustico che inoltre non si asciugava mai il sagngue.
Tra i crimini perpretati dagli inglesi si spazia dalla tratta degli schiavi ai tempi dei domini in America, prima dell'abolizione della schiavitù, allo spietato soffocamento delle rivolte in India, passando anche per lo sfruttamento alle carestia nel Bengala, tramite la quale, impedendo la fornitura di granaglie destinate alla madrepadria dirottandole alle popolazioni bisognose in India causarono la morte per fame di 3,5 milioni tra uomini, donne e bambini. In Kenia invece si macchiarono dello sdradicamento della popolazione Kikuyu per stroncare la guerriglia dei Mau Mau, ricorrendo anche alla tortura.
Ma anche con i vicini Irlandesi, quando un fungo colpì la coltivazione di patate, principale fonte di nutrimento, falcidiando la popolazione, l'Inghilterra fece nulla per aiutarli.

tratto da https://www.avvenire.it/agora/pagine/britannica-

Di tutti questi crimini però è rimasta traccia in molteplici incartamenti che vennero però secretati ed occultati. Quando prese inizio il processo di decolonizzazzione nacque il peroblema di non creare motivo di imbarazzo futuro tra l'Inghilterra e le neo ex Colonie.
Iniziò così un'operazione di sistematica raccolta e distruzione di tutti i documenti che avrebbero potuto creare imbarazzo. La fine di questi incartamenti fu o le fiamme o l'affondamento in acque profonde.
E questa, in pratica fu, la fine dei documentati scheletri negli armadi, dell'impero Coloniale Inglese.
Dio salvi la Regina!

tratto da http://www.storiainrete.com/6609/xx-secolo/quelle-carte-bruciate-sui-crimini-di-londra-nel-dopoguerra/

giovedì 30 maggio 2019

a proposito di valori

intendo parlare di rapporti interpersonali che vengono regolati da tante cose tra le quale l'educazione, il rispetto e la dignità.
attenzione perchè sembrano 3 concetti elementari ma ognuno in se contiene un mondo intero.
L'EDUCAZIONE contiene una summa di norme di buona creanza che in un contesto sociale consentono quella che si può definire civile conviventia. credo di avere sintetizzato al massimo il concetto.
il RISPETTO è invece già un concetto leggermente più lato. Secondo la Treccani il rispetto è un "Sentimento e atteggiamento di riguardo, di stima e di deferenza, devota e spesso affettuosa, verso una persona" ma ritengo sia una definizione troppo restrittiva. La parola ha come radice il termine guardare, Cicerone diceva che non siamo nati soltanto per noi quindi dobbiamo guardarci attorno per cui il "rispetto" lo si porta, lo si merita, lo si guadagna, lo si deve, lo si chiede ma anche lo si incute. Viste le molteplici sfaccettature di questo concetto quando si dice "ci vuole rispetto" prima bisogna contestualizzare la cosa, poi fermarsi a riflettere, quindi (cosa che non fa quasi mai nessuno) autocritica e quindi agire di conseguenza. Meditate gente, meditate...
La DIGNITA' alle volte questa sconosciuta...
Ho trovato una bellissima definizione e non avrei potuto trovare parole migliori per cui testualmente cito:
"Rispetto che l'uomo, conscio del proprio valore sul piano morale, deve sentire nei confronti di sé stesso e tradurre in un comportamento e in un contegno adeguati."
Toh, dignità e rispetto vanno a braccetto, ma guarda un pò.

lunedì 27 maggio 2019

The Division 2 due mesi dopo.

Il 15 marzo usciva TD2 in via definitiva ed iniziava la nuova avventura.
A distanza di due mesi ritengo si possa fare un reale punto della situazione su questa nuova versione proposta dalla Ubi.
Personalmente mi ritengo abbastanza soddisfatto per svariati motivi.
- Il gioco ha inserito delle novità per cui posso dire che è una scopiazzatura del precedente.
da questo sono scaturite alcune cose:
1) E' stato totalmente rivisto il meccanismo delle build.
pro: l'assemblaggio è molto più dimanico. ritengo sia più difficoltoso creare build carta carbone. L'inserimento di talenti ed attributi modificabili per categorie, uno a volta e non due come i vecchi classificati limita la libertà di movimento.
Inoltre vengono a mancare le vecchie build interamente dedicate di TD1 che presentavano caratteristiche ben delineate. Il Reclaimer era reclaimer e basta. Curava, e se ben fatto curava alla grande e sgravava l'intera squadra di questa incombenza. Stazione di cura ben posizionata e cure ben sparate permettevano di osare ben oltre quanto fosse permesso in mancanza di questo personaggio.
Unica cosa da fare era solo quella di raccogliere i 5 o 6 pezzi a secondo delle filosofie di Reclaimer da perseguire.
pro-contro: hanno inserito tanti, forse troppi Brand. Così è vero c'è tanta scelta, ma forse anche tanta confusione? (IMHO)
2) Rivisto il matchmacking.
pro: adesso l'approccio alla facility è molto più user friendly ed organico. Puoi scegliere se dedicarti alle missioni della storia, alle taglie o all'esplorazione libera. Riguardo alle singole missioni puoi scegliere il livello e quindi lanciarlo. Esiste poi un menu rapido di accesso alle taglie, alle missioni ed altro. Basta prenderci la mano.
contro: Manca la lista di scelta rapida delle missioni disponibili, ma devi trovarle sulla mappa. Ritengo sia comodo avere sott'occhio un elenco rapido delle operazioni disponibili, avamposti inclusi, dal quale poter attingere.
3) Inserito il meccanismo dei Clan.
pro: Indubbiamente un meccanismo di rafforzamento socializzazione ed incentivazione al gioco (leggi casse premio)
contro: Mi consta si siano smembrati vecchi gruppi causa l'appartenenza a Clan diversi. "nono io gioco solo con i membri del mio clan...", bah cose che capitano. Le vere amicizie sono Immarcescibili.
4) Della ZN non ne posso parlare con cognizione di causa non avendovi preso parte con la dovuta assiduità. Mi è piaciuto però il fatto che non tutto ciò che droppi devi estrarlo e che l'estrazione stessa è molto più veloce.
5) Hanno diminuito il numero dei venditori, e questo sinceramente mi dispiace. Prima la possibilità di poter attingere a questa inesauribile fonte era un piacere, anche se buona parte del venduto era in pratica inutile trattandosi di alta gamma.
considerazioni in pillole
Pare debbano accorciare i tempi di spostamento veloce, e ben venga questa modifica, simulacro di un ipotetico trasferimento.
Potrebbero aumentare il numero delle build memorizzabili visto che per ovviare a questo inconveniente mi sono dovuto sobbarcare l'incombenza della creazione del secondo personaggio.
Mi è subito piaciuto il rifornimento di munizioni automatico nei rifugi e in prossimità delle casse quando qualcuno l'apre prima di te.
I MOB più stronzi, ovvero con una intelligenza superiore, ci stanno tutti. Adesso ti circondano e questo rende il gioco più realistico.
ci sarebbero tante altre cose da dire, ma andrei contro il mio stile, ovvero l'essere stringato.

martedì 7 maggio 2019

dei falsi storici

si parla di falso storico quando siamo in presenza di un documento in apparenza genuino ma in realtà contenente inesattezze o falsità.
desidero fare riferimento a quanto ci viene "proposto" dai libri della scuola dell'obbligo (e non solo) in riferimento, in prima battuta al periodo del risorgimento ed in seconda battuta, ma qui sconfiniamo quasi nella filosofia, nel periodo della seconda guerra mondiale.

il risorgimento italiano

devo candidamente ammettere che il periodo che più mi è interessato è stato quello che ha dato l'inizio all'unità d'Italia, ovvero lo sbarco dei mille in Sicilia ad opera di Giuseppe Garibaldi e co.
a scuola il fatto ci venne descritto come un'azione di grande eroismo dove pochi vinsero contro moltissimi e dove, anzi ci volle un Re che, a Teano dovette bloccare la loro inarrestabile avanzata.
nella realtà però questa perla di blitz militare fu totalmente frutto della massoneria inglese che per meri motivi di prestigio ed economici aveva deciso di togliersi davanti il regno delle due Sicilie ovvero i Borboni. fu una concomitanza di interessi tra i quali le miniere a cielo aperto di zolfo Siciliane, la prestigiosa flotta Borbonica che competeva con quella Inglese ma ogni cosa su tutte la totale laicità del governo Borbone, a favore del Papato contro gli invisi protestanti inglesi.
ed a proposito deigli eroici mille?
giuseppe garibaldi era un ladro di cavalli al quale era stato già mozzato un orecchio in sud america (da qui i suoi capelli lunghi), nino bixio ebbe un'infanzia turbolenta dove già si evinse la sua propensione alla violenza. e sempre alla violenza restò propenso. era gente che scappava da una moltitudine di guai ma tutto sembravano fuorchè soldati.
più che vittorie sul campo ottennero vittorie a suon di corruzione di alti ufficiali borbonici (purtroppo tutto il mondo è paese).
alla fine dei giochi vennero depredate degli ori perfino le chiese, sontate le fabbriche per intero e rimontate in piemonte. trafugata anche la manodopera, mentre i più recalcitranti finivano nel lager delle Fenestrelle. Adolfo poteva solo imparare dai savoia.

la seconda guerra mondiale

qui parto da un assunto e cioè che "la storia viene scritta dai vincitori" e su questo NESSUNO può contraddirmi.
c'è anche una sacrosanta verità che DEVE essere detta ovvero "in guerra tutti devono assumersi le loro colpe", ovvero NON esiste esercito incolpevole di crimini di guerra.
se infatti qualcuno avesse la volontà di cercare qualcosa sui crimini di guerra commessi dai cosidetti "alleati" troverà pane per i suoi denti.
lo stesso sgancio delle atomiche ha creato grossi rimorsi agli americani che li hanno ordinati/eseguiti e quindi non mi sembra il caso di nascondersi dietro un dito.
sempre a proposito di bombardamenti, tra le donne della germania in fase di occupazione vigeva un modo di dire, "meglio un russo sulla pancia che un americano sulla testa".
devastanti furono infatti i bombardamenti a tappeto perpetrati dagli alleati sull'europa in fase di occupazione, ma anche prima. la città di Dresda venne letteralmente rasa al suolo con una stima di 25/40.000 perdite civili visto che viste le temperature raggiunte non è stato possibile recuperare tutte le salme. Dresda non era "propriamente" un bersaglio militare, ma solo un bersaglio atto a fiaccare il morale delle truppe. La lista è lunga ma per concludere a fine guerra 3 milioni di prigionieri di guerra tedeschi morirono in campi di concentramento distribuiti tra francesi, inglesi, americani e russi. fatti morire d'inedia o di lavoro. considerate che gli ebrei nella shoah furono circa 5-6 milioni. non dico che si siano pareggiati i conti, ma a proposito di atrocità mi fermerei un attimo a riflettere a proposito su chi puntare il dito.
però di tutte queste cose non ve n'è traccia sui libri.


giovedì 18 aprile 2019

Valentino... Valentino...

Perche Valentino e sempre Valentino
Si perchè Valentino Rossi, non è una passione ma, per i veri aficionados una vera fede. Fede costruita negli anni senza finzioni, ipocrisie o menefreghismi: io sono così, nature, schietto con la mia viscerale passione ed oserei dire anche contagiosa.
di Valentino sono in possesso delle cifre, ma da quando è iniziata l'era moltissima gente si è avvicinata al Motomondiale. La curiosità di vedere che siparietto avrebbe escogitato se avesse vinto, il sorpasso che si sarebbe inventato o, il modo (questo per i più cinici) di come avrebbe umiliato l'antagonista di turno.
Si perchè non è un mistero che Valentino Rossi nella sua carriera è stato un rullo compressore, schiacciando tutti quelli che gli si sono parati davanti, campioni inclusi. Biaggi, Gibernau, sulla pista mentre Stoner si è defilato. Lorenzo sembra abbia ceduto psicologicamente visto che ne ha sempre una dopo un breve scatto d'orgoglio l'anno scorso in Ducati.
Valentino è l'Araba Fenice che rinasce dalle sue ceneri anche quando tutti (aficionados a parte) lo davano per finito.
Sta dimostrando che a quarant'anni si può avere una seconda gioventù, ma anche ulteriori stimoli con l'Academy, seguendo e portando fino al podio giovani promesse. E non è un caso visto che non si tratta di nomi isolati ma di un nutrito gruppetto.
Valentino ed il suo carisma, che, seppur alle volte palesemente impacciato davanti alle telecamere con il suo metro ed ottantadue, incanta tutti con il suo sguardo istrionico e la risposta sempre pronta ed alle volte tagliente e mai banale.
Eclettico sempre in caso di motori conosciuto ovunque vada ha fatto di Tavullia una mete di pellegrinaggio per gli appassionati delle due ruote.
Valentino un monellaccio di quarant'anni.

lunedì 25 febbraio 2019

TV immondizia

Quando il trash non conosce mai fine ovvero, il momento in cui la televisione italiana ha introdotto gli opinionisti.
Devo innanzitutto anticipare che a mio avviso uno strumento come la televisione debba, data la sua capillarità ed il fatto che sia a pagamento, essere uno strumento divulgativo così come lo fu ante litteram ai suoi albori. O per lo meno l'intenzione era quella.
Ad oggi la rovina principale sono diversi fattori quali, lo Share sull'altare del quale si immola qualsiasi scivolone di cattivo gusto.
Il generico spettacolo Nazional Popolare il quale passi se privo di elevati contenuti ma da eliminare se gretto, di cattivo gusto o scialbo. E diprogrammi su questa flasariga ne ravvedo parecchi.
Tra questi, anche se il format non sarebbe male, ovvero facendo leva sul confronto ed il dialogo ci sono i talk show. Ma la piaga di questo spettacolo dal quale provengono in origine uno sciame di so-tutto-io sono i così detti opinionisti.
La figura in se avrebbe un suo ruolo ed un suo scopo se scelta con oculatezza mentre diventa nefasta se attingi a persone, cito tre persone non tanto a caso ma selezionate con cura, Tonon, Mughini e Sgarbi.
Li ho menzionati in ordine crescenti di perniciosità.
I modi affettati nulla hanno a che vedere con quelle ditu che ritengo imprescindibili con la figura che dovrebbe ricoprire e cioè, cultura o al limite conoscenza, imparzialità, apertura mentale, e grande umiltà perchè non abbiamo bisogno di cattedratici ma di persone che esprimono opinioni e non sentenze.
Mughini è troppo supponente, spesso scostante e bastian contrario per partito preso.
Sgarbi invece è l'archetipo del cafone arrogante. Non avrebbe il diritto di parola per il solo modo di come se lo arroga.
Piuttosto rimpiango gli "antichi palinsesti" della Rai degli anni 70.