Perche Valentino e sempre Valentino
Si perchè Valentino Rossi, non è una passione ma, per i veri aficionados una vera fede. Fede costruita negli anni senza finzioni, ipocrisie o menefreghismi: io sono così, nature, schietto con la mia viscerale passione ed oserei dire anche contagiosa.
di Valentino sono in possesso delle cifre, ma da quando è iniziata l'era moltissima gente si è avvicinata al Motomondiale. La curiosità di vedere che siparietto avrebbe escogitato se avesse vinto, il sorpasso che si sarebbe inventato o, il modo (questo per i più cinici) di come avrebbe umiliato l'antagonista di turno.
Si perchè non è un mistero che Valentino Rossi nella sua carriera è stato un rullo compressore, schiacciando tutti quelli che gli si sono parati davanti, campioni inclusi. Biaggi, Gibernau, sulla pista mentre Stoner si è defilato. Lorenzo sembra abbia ceduto psicologicamente visto che ne ha sempre una dopo un breve scatto d'orgoglio l'anno scorso in Ducati.
Valentino è l'Araba Fenice che rinasce dalle sue ceneri anche quando tutti (aficionados a parte) lo davano per finito.
Sta dimostrando che a quarant'anni si può avere una seconda gioventù, ma anche ulteriori stimoli con l'Academy, seguendo e portando fino al podio giovani promesse. E non è un caso visto che non si tratta di nomi isolati ma di un nutrito gruppetto.
Valentino ed il suo carisma, che, seppur alle volte palesemente impacciato davanti alle telecamere con il suo metro ed ottantadue, incanta tutti con il suo sguardo istrionico e la risposta sempre pronta ed alle volte tagliente e mai banale.
Eclettico sempre in caso di motori conosciuto ovunque vada ha fatto di Tavullia una mete di pellegrinaggio per gli appassionati delle due ruote.
Valentino un monellaccio di quarant'anni.
giovedì 18 aprile 2019
Valentino... Valentino...
lunedì 25 febbraio 2019
TV immondizia
Quando il trash non conosce mai fine ovvero, il momento in cui la televisione italiana ha introdotto gli opinionisti.
Devo innanzitutto anticipare che a mio avviso uno strumento come la televisione debba, data la sua capillarità ed il fatto che sia a pagamento, essere uno strumento divulgativo così come lo fu ante litteram ai suoi albori. O per lo meno l'intenzione era quella.
Ad oggi la rovina principale sono diversi fattori quali, lo Share sull'altare del quale si immola qualsiasi scivolone di cattivo gusto.
Il generico spettacolo Nazional Popolare il quale passi se privo di elevati contenuti ma da eliminare se gretto, di cattivo gusto o scialbo. E diprogrammi su questa flasariga ne ravvedo parecchi.
Tra questi, anche se il format non sarebbe male, ovvero facendo leva sul confronto ed il dialogo ci sono i talk show. Ma la piaga di questo spettacolo dal quale provengono in origine uno sciame di so-tutto-io sono i così detti opinionisti.
La figura in se avrebbe un suo ruolo ed un suo scopo se scelta con oculatezza mentre diventa nefasta se attingi a persone, cito tre persone non tanto a caso ma selezionate con cura, Tonon, Mughini e Sgarbi.
Li ho menzionati in ordine crescenti di perniciosità.
I modi affettati nulla hanno a che vedere con quelle ditu che ritengo imprescindibili con la figura che dovrebbe ricoprire e cioè, cultura o al limite conoscenza, imparzialità, apertura mentale, e grande umiltà perchè non abbiamo bisogno di cattedratici ma di persone che esprimono opinioni e non sentenze.
Mughini è troppo supponente, spesso scostante e bastian contrario per partito preso.
Sgarbi invece è l'archetipo del cafone arrogante. Non avrebbe il diritto di parola per il solo modo di come se lo arroga.
Piuttosto rimpiango gli "antichi palinsesti" della Rai degli anni 70.
Devo innanzitutto anticipare che a mio avviso uno strumento come la televisione debba, data la sua capillarità ed il fatto che sia a pagamento, essere uno strumento divulgativo così come lo fu ante litteram ai suoi albori. O per lo meno l'intenzione era quella.
Ad oggi la rovina principale sono diversi fattori quali, lo Share sull'altare del quale si immola qualsiasi scivolone di cattivo gusto.
Il generico spettacolo Nazional Popolare il quale passi se privo di elevati contenuti ma da eliminare se gretto, di cattivo gusto o scialbo. E diprogrammi su questa flasariga ne ravvedo parecchi.
Tra questi, anche se il format non sarebbe male, ovvero facendo leva sul confronto ed il dialogo ci sono i talk show. Ma la piaga di questo spettacolo dal quale provengono in origine uno sciame di so-tutto-io sono i così detti opinionisti.
La figura in se avrebbe un suo ruolo ed un suo scopo se scelta con oculatezza mentre diventa nefasta se attingi a persone, cito tre persone non tanto a caso ma selezionate con cura, Tonon, Mughini e Sgarbi.
Li ho menzionati in ordine crescenti di perniciosità.
I modi affettati nulla hanno a che vedere con quelle ditu che ritengo imprescindibili con la figura che dovrebbe ricoprire e cioè, cultura o al limite conoscenza, imparzialità, apertura mentale, e grande umiltà perchè non abbiamo bisogno di cattedratici ma di persone che esprimono opinioni e non sentenze.
Mughini è troppo supponente, spesso scostante e bastian contrario per partito preso.
Sgarbi invece è l'archetipo del cafone arrogante. Non avrebbe il diritto di parola per il solo modo di come se lo arroga.
Piuttosto rimpiango gli "antichi palinsesti" della Rai degli anni 70.
lunedì 14 gennaio 2019
gli scherzi della notte
avevo il turno di notte e per tenermi sveglio chattavo quella volta con una donna, della quale forse non conoscevo neanche il nome, sposata con figli grandi lei, fidanzato io.
la sala era illuminata dalle luci soffuse dei monitor e, una parola dopo l'altra si creò un'alchimia che esplose quando nel mio lettore cd, dove girava una compilation di montecarlo night iniziò il brano di b.b. king e diane schuur -try a little tenderness-.
sembrava fossimo seduti accanto sullo stesso divano pur essendo distanti mezza Italia.
la magia durò una sola nottata e così come comparve, sparì quando chiudemmo la connessione.
gli scherzi della rete, e della notte...
la sala era illuminata dalle luci soffuse dei monitor e, una parola dopo l'altra si creò un'alchimia che esplose quando nel mio lettore cd, dove girava una compilation di montecarlo night iniziò il brano di b.b. king e diane schuur -try a little tenderness-.
sembrava fossimo seduti accanto sullo stesso divano pur essendo distanti mezza Italia.
la magia durò una sola nottata e così come comparve, sparì quando chiudemmo la connessione.
gli scherzi della rete, e della notte...
tv-box per timvision
sembra una affermazione stupida, ma in effetti trovarne uno decente che funzioni in modo regolare è quasi una chimera.
a parte il tv-box ufficiale TIMVISION che ha un costo non indifferente ci si perde nella pletora di mini scatolette che sulla carta promettono ma in pratica non sempre funzionano.
dopo lunghe ricerche ho trovato il video della recensione di un dispositivo che, a detta del recensore, tra i vari magheggi, gestiva anche timvision.
trattasi di Xiaomi Mi TV Box, in vendita presso GearBest e quindi Cina. Il prezzo al quale l'ho trovato in promozione è stato poco meno di 50€ mentre adesso è salito a ben 83,13€.
è una scatoletta discreta e filante, proposta in tre colori.
fornita di alimentatore con attacco americano (piccola pecca) telecomando con batterie incluse (bonus) e cavetto HDMI.
altra cosa di cui soffre è la possibilità di dialogare con il mondo esterno. infatti come si vede dalla foto allegata
ha una sola presa USB oltra all'uscita HDMI e la presa d'alimentazione, oltre ad una presa audio che ritengo sia output.
altra grossa pecca è la connessione alla rete che è solo wifi, non possedendo infatti attacco ethernet. sarebbe da vedere se riesce a supportare un adattatore USB-ethernet, giusto per velocizzare lo streaming dei video.
l'interfaccia timvision installata è identica a quella originale qualora foste curiosi su questa direzione, e risponde con una discreta velocità.
a parte il tv-box ufficiale TIMVISION che ha un costo non indifferente ci si perde nella pletora di mini scatolette che sulla carta promettono ma in pratica non sempre funzionano.
dopo lunghe ricerche ho trovato il video della recensione di un dispositivo che, a detta del recensore, tra i vari magheggi, gestiva anche timvision.
trattasi di Xiaomi Mi TV Box, in vendita presso GearBest e quindi Cina. Il prezzo al quale l'ho trovato in promozione è stato poco meno di 50€ mentre adesso è salito a ben 83,13€.
è una scatoletta discreta e filante, proposta in tre colori.
fornita di alimentatore con attacco americano (piccola pecca) telecomando con batterie incluse (bonus) e cavetto HDMI.
altra cosa di cui soffre è la possibilità di dialogare con il mondo esterno. infatti come si vede dalla foto allegata
ha una sola presa USB oltra all'uscita HDMI e la presa d'alimentazione, oltre ad una presa audio che ritengo sia output.
altra grossa pecca è la connessione alla rete che è solo wifi, non possedendo infatti attacco ethernet. sarebbe da vedere se riesce a supportare un adattatore USB-ethernet, giusto per velocizzare lo streaming dei video.
l'interfaccia timvision installata è identica a quella originale qualora foste curiosi su questa direzione, e risponde con una discreta velocità.
mercoledì 31 ottobre 2018
voglia di viaggiare, si ma per dove?
sono uno strenuo sostenitore dell'auto-organizzazione di escursioni.
prima a piedi adesso in moto.
a mio avviso i segreti di un'escursione ben riuscita sono due, o andare alla ventura ovvero partire senza sapere dove realmente si va, ma questo comporta qualche rischio logistico, o pianificare con attenzione l'itinerario.
nel secondo caso, il sistema più pratico, specialmente se si guida è quello di affidarsi al GPS.
per praticità suddivido questi strumenti in due macrocategorie, quelli tipo APP sul cellulare, che non hanno nulla da invidiare ai modelli più blasonati, ma che generalmente sono più delicati e i modelli da escursione, decisamente più professionali.
per lo scooter ho comprato un supporto universale che consente con 2 accessori di supportare i miei due dispositivi GPS, ovvero il cellulare ed il Garmin.
finchè il tempo è clemente, ed il mio amato cellulare può stare all'aperto allora utilizzerò per la navigazione l'itinerario creato con Google Maps.
dopo aver creato l'itinerario cliccherò sul pulsante
prima a piedi adesso in moto.
a mio avviso i segreti di un'escursione ben riuscita sono due, o andare alla ventura ovvero partire senza sapere dove realmente si va, ma questo comporta qualche rischio logistico, o pianificare con attenzione l'itinerario.
nel secondo caso, il sistema più pratico, specialmente se si guida è quello di affidarsi al GPS.
per praticità suddivido questi strumenti in due macrocategorie, quelli tipo APP sul cellulare, che non hanno nulla da invidiare ai modelli più blasonati, ma che generalmente sono più delicati e i modelli da escursione, decisamente più professionali.
per lo scooter ho comprato un supporto universale che consente con 2 accessori di supportare i miei due dispositivi GPS, ovvero il cellulare ed il Garmin.
finchè il tempo è clemente, ed il mio amato cellulare può stare all'aperto allora utilizzerò per la navigazione l'itinerario creato con Google Maps.
dopo aver creato l'itinerario cliccherò sul pulsante
con la freccetta sul telefonino e si aprirà un popup dove proporrà una lista di dispositivi noti a Google, una email o un SMS.
sarà nostra cura selezionare il sistema di invio di nostro gradimento.
qualora si prevederre una giornata piovosa si opterà per un GPS più professionale ovvero uno almeno IPX3 ovvero impermeabile. Il mio è IPX7 quindi immergibile fino ad 1 metro di profondità per 30 min per cui hai voglia!!!
ahimè questi dispositivi desiderano un formato diverso ovvero .gpx o .gpz, per cui il sistema più pratico per ottenere l'itinerario in questo formato sarà ricrearlo e salvarlo così.
a tal proposito passiamo a My Maps (sempre di Google).
l'uso è intuitivo, per cui facile sarà la creazione dell'itinerario.
al termine cliccare sui 3 puntini verticali in alto a dx nel menu dell'editor
e nel popup che appare selezionare il formato KML, KMZ
gradito ai Garmin.
riguardo alla procedura per il passaggio sul GPS, beh se ne possedete uno dovreste sapere come si fa... monelli!!! LOL
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mercoledì 24 ottobre 2018
crimini di guerra e dintorni
EPISODIO SPUNTO DELLA RIFLESSIONE
Mi collego ai recenti eventi relativi all'onorevole Alessandra Mussolini che intende denunciare chiunque offenda il nonno Benito sui social.
COROLLARIO DELLO SPUNTO
In pratica hanno ripreso vigore le polemiche riguardo il trentennio fascista, le guerra che ne seguì e le leggi razziali applicate in Italia tra il 1938 ed il 1945 e quindi in pieno periodo fascista.
NOCCIOLO DELLA RIFLESSIONE
Il mio primo pensiero, va al termine "Crimini di Guerra" che desidero collegare a diverse mie riflessioni.
La prima è -chi è senza peccato scagli la prima pietra-, e durante una guerra, ogni attore ha commesso le nue nefandezze, nessuno escluso.
La seconda è -la storia va esaminata per non ripetere gli stessi sbagli ma senza però cadere nelle recriminazioni-
Questo secondo concetto lo esprimo più chiaramente.
Chi ha realmente vissuto quegli eventi (nel 99% dei casi) non è più tra i vivi, e quindi quando un ventenne accusa di nazismo qualcuno, dubito fortemente sull'esattezza del giudizio.
Haimè Primo Levi ci ha lasciato sì con una grande testimonianza scritta (Se questo è un uomo) ma personalmente nel 1987 e quindi è venuta a mancare una figura che certamente poteva usare questo appellativo a pieno titolo e con cognizione di causa.
Idem quando si parla con disinvoltura di fascismo, grazie però al quale oggi tanta gente riesce ad usufruire dell'istituto della pensione.
Piuttosto allora che abbandonarsi a facili aggettivi sarebbe più costruttivo dedicarsi alla lettura e ri-lettura della storia.
Ad esempio, proprio come crimini di guerra nessuno ha mai parlato o approfondito il discorso del "fuoco amico".
E' forse meno deplorevole venire uccisi dalle armi del proprio esercito?
Altra voce spesso sentita recentemente è quella de "danni collaterali", ad oggi definita come "effetto secondario di un'azione di giustizia" (molto americano!).
Di fatto però il contenuto non cambia. A morire sono sempre degli innocenti. Verrebbe allora facile inveire contro coloro che si macchiano di questa colpa con l'epiteto "sporchi fascisti!!!"
O no?
Mi collego ai recenti eventi relativi all'onorevole Alessandra Mussolini che intende denunciare chiunque offenda il nonno Benito sui social.
COROLLARIO DELLO SPUNTO
In pratica hanno ripreso vigore le polemiche riguardo il trentennio fascista, le guerra che ne seguì e le leggi razziali applicate in Italia tra il 1938 ed il 1945 e quindi in pieno periodo fascista.
NOCCIOLO DELLA RIFLESSIONE
Il mio primo pensiero, va al termine "Crimini di Guerra" che desidero collegare a diverse mie riflessioni.
La prima è -chi è senza peccato scagli la prima pietra-, e durante una guerra, ogni attore ha commesso le nue nefandezze, nessuno escluso.
La seconda è -la storia va esaminata per non ripetere gli stessi sbagli ma senza però cadere nelle recriminazioni-
Questo secondo concetto lo esprimo più chiaramente.
Chi ha realmente vissuto quegli eventi (nel 99% dei casi) non è più tra i vivi, e quindi quando un ventenne accusa di nazismo qualcuno, dubito fortemente sull'esattezza del giudizio.
Haimè Primo Levi ci ha lasciato sì con una grande testimonianza scritta (Se questo è un uomo) ma personalmente nel 1987 e quindi è venuta a mancare una figura che certamente poteva usare questo appellativo a pieno titolo e con cognizione di causa.
Idem quando si parla con disinvoltura di fascismo, grazie però al quale oggi tanta gente riesce ad usufruire dell'istituto della pensione.
Piuttosto allora che abbandonarsi a facili aggettivi sarebbe più costruttivo dedicarsi alla lettura e ri-lettura della storia.
Ad esempio, proprio come crimini di guerra nessuno ha mai parlato o approfondito il discorso del "fuoco amico".
E' forse meno deplorevole venire uccisi dalle armi del proprio esercito?
Altra voce spesso sentita recentemente è quella de "danni collaterali", ad oggi definita come "effetto secondario di un'azione di giustizia" (molto americano!).
Di fatto però il contenuto non cambia. A morire sono sempre degli innocenti. Verrebbe allora facile inveire contro coloro che si macchiano di questa colpa con l'epiteto "sporchi fascisti!!!"
O no?
lunedì 13 agosto 2018
a proposito di capotreni "volgari"
gran polverone e tanta passerella in seguito ad un evento che, a secondo del punto di vista di chi lo osserva può avere diverse chiavi di lettura, lo ammetto.
però pur rispettando il punto di vista altrui desidero porre l'accento su alcuni spunti di riflessione.
onde evitare motivi di confusione, faccio riferimento ad alcuni concetti ed il loro relativo significato, tratti dal dizionario online Treccani sul quale, ritengo, ci sia ben poco da discutere.
dignità: Condizione di nobiltà morale in cui l’uomo è posto dal suo grado, dalle sue intrinseche qualità, dalla sua stessa natura di uomo, e insieme il rispetto che per tale condizione gli è dovuto e ch’egli deve a sé stesso
buonista: Chi, o che, ostenta buonismo
buonismo: Ostentazione di buoni sentimenti, di tolleranza e benevolenza
ostentazióne: L’atto, il fatto di ostentare, di mettere esageratamente o affettatamente in mostra
accattonàggio: L’andare accattando, come fatto in sé o come fenomeno sociale
accattare: Chiedere in elemosina, mendicare, anche per la questua, per uno scopo di religione o di carità
però pur rispettando il punto di vista altrui desidero porre l'accento su alcuni spunti di riflessione.
onde evitare motivi di confusione, faccio riferimento ad alcuni concetti ed il loro relativo significato, tratti dal dizionario online Treccani sul quale, ritengo, ci sia ben poco da discutere.
dignità: Condizione di nobiltà morale in cui l’uomo è posto dal suo grado, dalle sue intrinseche qualità, dalla sua stessa natura di uomo, e insieme il rispetto che per tale condizione gli è dovuto e ch’egli deve a sé stesso
buonista: Chi, o che, ostenta buonismo
buonismo: Ostentazione di buoni sentimenti, di tolleranza e benevolenza
ostentazióne: L’atto, il fatto di ostentare, di mettere esageratamente o affettatamente in mostra
accattonàggio: L’andare accattando, come fatto in sé o come fenomeno sociale
accattare: Chiedere in elemosina, mendicare, anche per la questua, per uno scopo di religione o di carità
ritengo che già dalla lettura di questi sei termini si capisca la falsariga del mio pensiero.
comunque a beneficio dei "tordi" spenderò qualche riga esplicativa.
di questi tempi si è quasi totalmente perso il reale significato del concetto di dignità. e mi riferisco a questo termine nelle sue accezioni. mendicare in modo molesto, derubare, esercitare violenza sulle altrui persone non sono cose dignitose, ma sono comunque all'ordine del giorno.
fino al 1999, l'accattonaggio era reato poi depenalizzato in quanto "legittima richiesta di umana solidarietà volta a far leva sul sentimento della carità" e questo ci sta tutto qualora però non "si intaccasse nè l'ordine pubblico nè la pubblica tranquillità".
altresì si costituiscono aggravanti di reati il mentire al pubblico richiedendo elemosina senza però trovarsi in reale stato di povertà.
non voglio qui fare un trattato di giurisprudenza, però gli estremi di molestie ci sono tutti e quindi a mio avviso, il difendere queste persone a TUTTI I COSTI è un pedestre esempio di buonismo, ostentato in alcuni casi con il solo scopo di seguire una corrente che va contro quella seguita dall'attuale governo in carica.
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